Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 3 febbraio 2015

Baltic Dry ai minimi ... dal 1986 !


Sicuramente sono state costruite decisamente troppe portacontainer negli ultimi 10 anni ma comunque ecco un altro dato che sembra gridare "recessione globaleee!" insieme al crollo del prezzo del petrolio (oggi siamo tornati sopra quota 50 verdoni al barile), del Dr Rame, ecc...l'indice Baltic Dry ai minimi da 29 anni (29 anni!)

Eppure no, tutti ci dicono che il mondo "cresce", persino l'Europa "cresce", anche se troppo poco ... mah!

... scommetto che chi ha investito miliardi nel costruire troppe nuove portacontainers erano fra i tanti che ancora e sempre, imperterriti e a cervello perennemente spento, credono alla favoletta della crescita infinita in un pianeta, sistema chiuso, finito.

Evviva la cecità e la bovinità delle pigre abitudini mentali

Zero Hedge - Baltic Dry Plunges At Fastest Pace Since Lehman, Hits New 29 Year Low
by Tyler Durden on 02/02/2015 14:17

The Baltic Dry Index dropped another 3% today to 590 - its first time below 600 since 1986 and not far from the all-time record low of 554 in July 1986. Of course, the absolute level is shrugged off by the over-supply-ists and the 'well fuel prices are down'-ists but the velocity of collapse (now over 60% in the last 3 months) suggests this far more than some 'blip' discrepancy between supply and demand - this is a structural convergence of massive mal-investment meets economic reality.

The Baltic Dry Index drops even more... new 29 year lows...
The fastest 3-month plunge since Lehman...
Over-supply... (troppa offerta ... )
Or under-demand... (o poca domanda ...)
Charts: Bloomberg
Per una breve spiega di cos'è il Baltic Dry Index vedete questo post di Paolo Rebuffo:
Rischio Calcolato - Il Baltic Dry Index ai Minimi dal 1986, Non Avrei mai Creduto di Vederlo
Di Funny King, 2 febbrajo 2015

Per chi non lo sapesse il Baltic Dry Index (BDI) è un indice dell’andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie delle navi dry bulk cargo. Malgrado il nome indichi diversamente, esso raccoglie i dati delle principali rotte mondiali e non è ristretto a quelle del Mar Baltico.

Esso raccoglie le informazioni relative alle navi cargo che trasportano materiale “dry”, quindi non liquido (petrolio, materiali chimici,ecc) e “bulk”, cioè sfuso. Riferendosi al trasporto delle materie prime o derrate agricole (carbone, ferro, grano, ecc) costituisce anche un indicatore del livello della domanda e dell’offerta di tali merci. Per queste sue caratteristiche viene monitorato per individuare i segnali di tendenza della congiuntura economica.

Il BDI oggi è pesato in particolare per fare il tracking dei noli da e per la Cina e il sud est Asiatico.

Bisogna stare molto attenti nella lettura del BDI oggi siamo di fronte all’esplosione di una gigantesca bolla delle navi cargo iniziata all’inizio del 2000 su aspettative esagerate dell’aumento dei traffici per mare, sono state costruite troppe navi e contamporaneamente il “traffico” non è andato ai livelli attesi.

Dunque il BDI “naviga” da 6 anni su prezzi molto bassi, tuttavia è ancora un buon indicatore di tendenza quando ci sono repentine salite o discese dei prezzi.

Ebbene siamo a 636 punti, i minimi dal 1986.

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