Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 12 gennaio 2015

Tverberg: Come la aumentata inefficienza spiega il crollo dei prezzi del petrolio

Per chi non si fosse mai letto la mitica (nel senso che è la campionessa del "mo' mi tocco le palle" per le visioni terribili che prospetta, anche se non le prospetta basandosi sul nulla, anzi ..) Gail Tverberg e magari fosse stufo della solita manfrina stile neo-austriaci e volesse provare ad aprirsi gli orizzonti su temi che potrebbero completare il quadro e renderlo più chiaro, su Effetto Risorse hanno tradotto uno dei suoi lunghi post. Assaggio:
Effetto Risorse - Come la aumentata inefficienza spiega il crollo dei prezzi del petrolio
Di Gail Tverberg, da “Our Finite World”, traduzione di Massimiliano Rupalti
lunedì 12 gennaio 2015

Circa dal 2001, diversi settori dell'economia sono diventati sempre più iniefficienti, nel senso che servono più risorse per ottenere una data produzione, come 1.000 barili di petrolio. Credo che questo aumento dell'inefficienza spieghi sia il rallentamento della crescita economica sia il netto calo recente dei prezzi di molti beni, compreso il petrolio. Il meccanismo in atto è ciò che chiamerei l'effetto di spiazzamento. Se servono più risorse per settori sempre più inefficienti dell'economia, sono disponibili meno risorse per il resto dell'economia. Di conseguenza, i salari ristagnano o declinano. Le banche centrali trovano necessario abbassare i tassi di interesse, per mantenere in piedi l'economia. Sfortunatamente, con salari stagnanti o più bassi, i consumatori trovano che i beni provenienti dai settori sempre meno efficienti siano sempre più inaccessibili, specialmente se i prezzi salgono per coprire le necessità di questi settori inefficienti. Per gran parte dei periodi passati, i prezzi dei beni sono rimasti prossimi ai costi di produzione (almeno per il “produttore marginale”). Ciò cui sembra che stiamo assistendo di recente è una diminuzione del prezzo di ciò che i consumatori possono permettersi rispetto ad alcuni di questi settori sempre più inaccessibili. A meno che la situazione non possa essere ribaltata rapidamente, l'intero sistema rischia di collassare.

(...) Metalli ed altri minerali.

Analogamente al petrolio, estraiamo i minerali più facili e meno costosi all'inizio. Questi minerali comprendono metalli ed altre sostanze come uranio, litio e terre rare. Parte del problema è che devono essere usati depositi di minerali a concentrazione più bassa, portando al bisogno di movimentare maggiori quantità di materiale estraneo che in seguito deve essere smaltito. Questi depositi minerali possono essere trovati più in profondità nel sottosuolo o in luoghi più remoti, che si aggiungono ai costi di estrazione. Inoltre, di solito si usa petrolio nell'estrazione di questi minerali. Quando il costo del petrolio aumenta, questo si va ad aggiungere al costo dell'estrazione del minerale, rendendo i minerali sempre più inaccessibili.

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