Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 24 gennaio 2015

Tuor: Quelle brutte conseguenze della decisione della Swiss National Bank


Post da leggere davvero su MercatoLibero (preso da Ticino News, ma non trovo la pagina originale) sulla fine improvvisa del peg chf-eur. Un assaggio:
(...) La scelta della BNS era inevitabile. Nel solo mese di dicembre aveva dovuto stampare circa 25 miliardi di franchi per acquistare euro. Nei primi giorni di gennaio sono stati spesi altri 20 miliardi per intervenire sui mercati dei cambi per sostenere la moneta unica, che si stava e si sta visibilmente deprezzando anche nei confronti del dollaro americano.
In pratica la difesa della soglia minima di cambio diventava sempre più costosa anche alla luce del probabile ulteriore indebolimento dell’euro all’indomani dell’annuncio giovedì prossimo da parte della Banca centrale europea di un consistente programma di acquisti di obbligazioni statali e private (un Quantitative Easing all’europea) e soprattutto dopo l’annuncio domenica sera dei risultati delle elezioni greche, che in caso di vittoria di Syriza riaprirebbero la crisi dell’euro.

La BNS ha già fatto molto, molto probabilmente troppo. Detiene infatti riserve in valute estere che raggiungono i 500 miliardi di franchi ed ha una somma di bilancio che ha raggiunto l’85% del PIL elvetico. Si tratta di una quantità enorme e ciò diventa chiaro, se si paragona questo rapporto con quello del Giappone e degli Stati Uniti. La somma di bilancio della Banca del Giappone, che continua a stampare moneta per far uscire il Paese del Sol Levante da una crisi pluriennale, raggiunge infatti il 60% del PIL nipponico; quello della Federal Reserve, che ha finito l’autunno scorso il suo programma di acquisti di obbligazioni, raggiunge il 26% del PIL americano. (...)
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