Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 18 dicembre 2014

Massacro del rublo .. che ne sarà dell'oro russo?

Un po' di link per inquadrare la situazione fdi questo momento per il database che è questo blog. Stefano Bassi riassume l'entita dell'impegno della prova da parte della banca centrale russa nel cercare di arrestare l'emorraggia:
La Banca Centrale Russa si sta svenando nelle sue riserve in valuta estera
- 400mld stimati
- 200mld disponibili (altri 200 sono per ora bloccati in fondi pensione e sovrani)
- 80-90mld già bruciati ed adesso 70 in pista
- 160 su 200 disponibili...
Se fai così è perché sei alla frutta...
in questo suo post trovate anche un po' di numeri sull'importanza che avevano i commerci italia-russia e tante altre cosette interessanti, soprattutto l'ennesima critica ai no euro con riferimento all'impotenza della sovrana banca centrale russa nel contrastare gli attacchi dell'iperfinanza contemporanea (intanto pero' scommetteva sul rublo in ripresa ;) ).

Scenari Economici riprende un testo di un leghista sulla potenza di fuoco finanziaria - oro compreso - della banca centrale russa, con tanto di bei grafici da studiarsi un po':

E anche su ZH si domandano se i russi saranno costretti a vendere un po' del loro oro, riprendendo un articolo del giornalone della finanza dell'ex sindaco di Jew York, tal Bloomberg.

Intanto dopo i 75 e rotti rubli per un dollaro di jeri oggi si e' tornati a 60 circa. Comunque sia alla fine della fiera chi si prende il solito cetriolone globbale nel popo' e' la massa, il popolo, i cittadini o come volete chiamarli/ci. Un po' meno quelli che avevano risparmi in oro ovviamente




PS mi appunto qui un articolone lunghetto ripreso anche dai Tylers che pare molto interessante:

It must not be felt that these heads of the world’s chief central banks were themselves substantive powers in world finance. They were not. Rather, they were the technicians and agents of the dominant investment bankers of their own countries, who had raised them up and were perfectly capable of throwing them down.

The substantive financial powers of the world were in the hands of these investment bankers (also called “international” or “merchant” bankers) who remained largely behind the scenes in their own unincorporated private banks. These formed a system of international cooperation and national dominance which was more private, more powerful and more secret than that of their agents in the central banks.
Carroll Quigley

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