Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 16 novembre 2014

Crash Course 21: Shale Oil

Bel video della serie di Chris Martenson di Peak Prosperity sulla balla/bolla del "mmmmiraaaaaacolo" dello shale. Come ricorda l'autore, Adam Taggart:

1. They deplete very quickly. The typical shale, or tight rock, well production declines by 80% to 90% within three years.

2. They are expensive. All oil and gas coming form them is several times more expensive than what we got from conventional oil plays.

3. They are environmentally damaging because the fracking fluid is highly toxic and much of it escapes during the blowback process and sometimes water wells are contaminated.

4. Because each well has low flow and depletes quickly, massive numbers of wells must be drilled creating significant infrastructure damage to roads and bridges. Currently no state or municipal authorities are capturing anything close to the total cost of the infrastructure damage from the shale operators which means taxpayers are gong to be left paying those bills.

5. Not all shale plays are created equal – some are vastly superior to others. And even within a given play there are sweet spots and dry holes which can only be determined by punching a well in and seeing what comes out. Some call this the ‘mapping by braille’ approach.

insomma, i pozzi di shale vedono crollare la produzione del 80-90% in 3 anni, estrarre il petrolio in questo modo costa parecchie volte quanto costa estrarre il tradizionale (per questo la storia dello shale e' saltata fuori solo quando si e' arrivati per la prima volta sugli 80 usd al barile), lo shale sputtana l'ambiente per generazioni, le falde acquifere, l'aria, ecc.., e questo significa che le brave companies esternalizzano un botto di costi che poi la gente devra' pagare, spese mediche, acqua pulita da bere, malattie del bestiame e delle persone.. solo il danno che le migliaja di tir provocano alle strade del Texas e' stato stimato in 4 miliardi di dollari. L'anno. ... indovina chi paghera?! Si dimenticano sempre di aggiungere questi costi, ben reali, quando si parla di prezzo del petrolio. Inoltre non tutti i "plays" di shale sono ceati uguali, solo pochi sono veramente produttivi, la gran parte molto poco invece.

vedetevi il video (c'e' anche una trascrizione in inglese di quello che dice la voce nel video) QUI.

ma le cose piu' interessanti ancora sono per esempio che la stessa EIA prevede il picco dello shale oil statunitense (dello shale oil, perche' gli USA hanno visto il picco della loro produzione di petrolio convenzionale ancora negli anni '70, come previsto da Hubbart) per il 2021, fra solo 6-7 anni, disegnando pero' grafici che danno la produzione di shale oil costante sino al 2040 ... non si sa come visto che le zone migliori ovviamente sono quelle che stanno massacrando ora e che alcuni "play", dati per capaci di produrre 100, in realta' sono stati poi ridimensionnati un po' forse produrranno 4 (il 96% in meno del previsto... vedi California).

Ah! E dimenticavo, pare che il free cash flow di queste companies in shale sia ... negativo. Stimano nel video che per ogni dollaro e mezzo che spendono rientrino di solo 1 dollaro. Miracolo eh? Si, questo si che e' un miracolo, si, che non siano gia' fallite anche loro. Nel video danno il prezzo minimo del petrolio per fare andare un po' l'industria dello shale sugli 80 dollari al barile. Ora abbiamo toccato i 70 e tutti si affannano a dire che nel 2015 sara' ancora piu' basso. Mah! Mi suona tanto di ennesima controbolla indotta dalla politica, dalle banche centrali e dalla finanza. Come quella nei metalli preziosi.

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E a proposito di petrolio vi segnalo quest post di ZH (le valute dei paesi esportatori petrolio stanno soffrendo tutte per questo calo delle quotazioni, non solo il rublo russo) e quest'altro (chi gode piu' di tutti del calo del prezzo del petrolio? chi sta facendo incetta anche se la sua economia continua a rallentare? Oh. La Cina. Toh. ... quante conseguenze non volute per via dell'accordo USA-Arabia Saudita contro Putin)

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In tanti paesi esportatori il crollo delle entrare potra' innescare rivolte varie. Come ci ricorda Anna Ryden, al contrario che da noi che il 95% del prezzo della benzina sono tasse, da loro invece con le entrate dalla vendita del petrolio ci tagliano il costo alla pompa per la gente... e il prezzo di tutto, cibo compreso, e' impattato dal prezzo del petrolio (quello reale alla pompa).

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E per chiudere una lettera aperta di un veterano USA paralizzato a quei bravi ragazzi (vomito) di Bush e Cheney.. le sue ultime parole.


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