Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 3 ottobre 2014

Qualche pensierino sul petrolio e sul suo prezzo

Avrete letto, l'altro giorno, che pare che abbiano scoperto un colossale giacimento di petrolio convenzionale al Polo Nord russo, non shale e superporcherie del genere, roba che sarebbe paragonabile per risorse al Golfo del Messico ... che ridere! La scoperta è stata resa nota da Rosnef in joint-venture con niente meno che Exxon (Esso) ... forse era per questo che mi pare di aver letto che il presidente della Exxon aveva scritto una lettera ad Obbà dicendogli di non fare il pirla con la Russia e con la storia delle sanzioni!  :D

Comunque si parla di Circolo Polare Artico, trivellazioni in mezzo ai ghiacci perenni o, peggio, semi perenni, sul mare, a 2 kilometri o più di profondità ... robetta, facilità e costi di estrazione ridicoli ...

A parte questo, e a parte che mi pare di aver letto diverse volte, su fonti diverse che ora non sto a cercare, che al'incirca sotto gli 80 dollari al barile per l'industria dello Shale sarebbe la morte, oggi è apparso un post interessante sugli scenari presi in considerazione dei ministeri russi a seconda del prezzo futuro:


Zero Hedge - As WTI Drops Under $90, Russia Prepares For Great Financial Crisis With $60 Oil "Stress Case"
Submitted by Tyler Durden on 10/02/2014

... oil prices have broken below $90 today to 17-month lows. However, for some major suppliers there is concern that more pressure is to come, as Reuters reports, Russia's central bank is working on measures to support the economy should oil prices fall by as much as a third or more, as First Deputy Governor Ksenia Yudayeva as saying the central bank was working on a "stress scenario" that was likely to envisage an oil price of $60 per barrel.
dopo la "rottura" sotto quota 90 la banca centrale russa sta facendo un po' di conti di come potrebbero andare le cose se il prezzo del petrolio dovesse scendere di addirittura un terzo, sino ad 60 dollari al barile .
... as one analysts noted, "the main OPEC countries would experience budget difficulties long before that and would have to take action to cut supply."
qualche analista però dice che ben prima di arrivare a quota 60 i paesi dell'OPEC prenderebbero contromisure, tagliano la produzione.
Overnight we saw Saudi Aramco cut official oil prices for Asian customers in November by more than expected despite oil price weakness and oversupply with traders seeing a  price-war for market share. Analysts at Commerzbank suggest that the OSP cuts gives a rise to doubt about OPEC's long-standing strategy of striving above all for price stability. [ZH: one can't help but wonder if this is some quid pro quo to the US - heading into elections, post-QE - in return for actions in Syria]

Excess supply emerging out of Libya has weighed over September, with the National-Oil-Company targeting 1mln bpd within the coming weeks.

Furthermore, OPEC have still held back from intervening either verbally or physically, signalling they are comfortable with the current fall in oil-prices. The next OPEC meeting occurs in November.

Elsewhere, Iraqi Kurds are to triple their oil output by the end of next year to 1mln bpd.

Of note, Russian supply has increased by 0.9% M/M in September and is thus providing further supply into the market
Nottetempo la saudita Aramco ha tagliato il prezzo per i suoi clienti asiatici ... pare che ci sia produzione in eccesso in Libia, nel kurdistan iraqueno, in Russia ... soprattutto pare che l'OPEC, per ora, sia invece accondiscendente alla discesa del prezzo attuale (intorno ai 90, non ai 60!) .. il prossimo meeting dell'OPEC sarà a novembre

Comunque, al di la di tutto - alla facciaccia di tutte le trilionate di dollari, euro, pound, yen, yuan ecc creati dalle principali banche centrali del mondo - pare che il mondo stia proprio rallentando. Ecco perchè, soprattutto, sta calando il prezzo del greggio (non dimentichiamoci però che sino a 10 anni fa stava a 30 dollari al barile, di media!)


C'è poi da notare quello che diceva poco tempo fa Charles Hugh-Smith, che identificava un meccanismo che da lui battezzato "the Oil Head-Fake":


In pratica:

1) c'è declino globale dei tassi di crescita e quindi il prezzo cala per via di una richiesta in calo (comunque non si parla di recessione globale, ma di rallentamento della crescita, il che vuol dire che il PIL mondiale starebbe comunque ancora crescendo e quindi non si capisce perchè ci dovrebbe essere una richiesta minore di petrolio.. questo lo dico io, non la teoria di Charles)

2) i paesi OPEC o comunque esportatori di petrolio che dipendono dalle entrate create dalla vendita di oro nero per tenere a bada le masse dei loro paesi continuano a pompare per evitare le rivolte, per fare comunque le entrate che gli servono per tenere buona la popolazione, e i prezzi quindi calano

3) un po' come nei metalli preziosi se i prezzi cadono sotto i costi di produzione allora ci sono fallimenti, chiusure, tagli delle spese di ricerca (da parte anche delle multinazionali del petrolio, direi)

4) i prezzi più bassi alla fine fanno partire rivolte nei paesi poveri esportatori di petrolio e anche questo blocca delle produzioni

5) Non appena l'economia mondiale si riprende la domanda supera l'offerta e il prezzo del petrolio parte a razzo verso l'alto.

.. insomma, sono tante le incognite da considerare. Ma direi che un petrolio a 60 non lo rivedremo mai più. A 75-80 forse, ma scatenerebbe bei casini, tanto per cominciare fallimenti e chiusure di tanti dei tantissimi pozzi dello shale direi, ed a catena una bella tempesta anche nella finanza che, mi pare, abbia scommesso pesante (anche) sul "Miracolo dello Shale"...

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