Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 12 ottobre 2014

Guerra! A cosa serve? (suggerimento: a queste 4 aziende)

Zero Hedge - War! What Is It Good For? (Hint: These 4 Companies)
By Tyler Durden, 10/05/2014
Traduzione a cura di Sir Gresham, vedere l'articolo originale per i link

Come dice Peter Boyle (GreenLeft.org) è una storia tristemente nota: morte, dolore, e terrore per la gente diventano grassi profitti per la grande industria militare.

Le maggiori industrie USA della “difesa” (virgolette del traduttore), guidate da Lockheed Martin, quotano ai massimi, mentre gli azionisti accumulano profitti crescenti dai conflitti montanti in tutto il mondo.

Jack Ablin, direttore trading della banca BMO di Chigago, a dichiarato a Bloomberg: “Mentre intensifichiamo gli interventi militari in Medio Oriente, c’è la sensazione che la domanda di produzione bellica probabilmente crescerà… (grazie al cazzo, ndt)
Finché la tendenza è di fare affidamento sempre maggiore alla tecnologia bellica, piuttosto che alle truppe, questo potrebbe essere una opportunità”
Più soldi a chi profitta dalla guerra – e chi se ne frega del terribile costo umano.

I bombardamenti aerei remoti “di precisione” – ad esempio quelli che USA e alleati, Australia inclusa, stanno facendo in Iraq e Siria, causano pesantissime perdite fra i civili, classificati come “effetti collaterali”.

Marc Herold, professore di sviluppo economico all’Università del New Hampshire, ha prodotto uno studio comparativo delle vittime civili causate dalla guerra “occidentale” in Afghanistan: dal 2006 a metà 2008, gli attacchi aerei USA/NATO hanno ucciso 1488 civili afgani, utilizzando 1458 tonnellate di bombe. (minchia, una tonnellata di tritolo a testa! ndt)

The Guardian riportò nel 2008 che, dal 7 Ottobre al 10 Dicembre 2001, gli aerei USA sgancianciarono 14000 tonnellate di bombe, causando dai 2569-2949 vittime civili (18-21 civili ammazzati ogni 100 tons di bombe).

La relativa letalità per i civili afgani (misurata dal tasso di civili uccisi per 100 tons di bombe) delle azioni aeree NATO eccede di molto quella dei bombardamenti strategici USA di Laos e Cambogia, secondo Herold.

La letalità dei bombardamenti aerei in Afghanistan 2006-2008 eccede di gran lunga quella registrata in Vietnam, Laos, Cambogia, Yugoslavia, Iraq 2003 e Afghanistan 2001.

Nonostante i massacri, quale successo ha avuto il bombardamento USA/NATO in Afghanistan per mettere fine al “terrorismo” in quel paese devastato dalla guerra?
Nessuno.

Ma questo non impensierisce chi protegge la ricchezza dei super-ricchi.
La guerra è buona per i profitti.

L’indice azionario Bloomberg’s per i 4 maggiori fornitori del Pentagono è cresciuto del 19% quest’anno, sovraperformando il guadagno del 2,2% di SP500.

Su Bloomberg, Richard Clough riporta che le azioni Lockheed, il maggior fabbricante di armi mondiale, hanno raggiunto un record di 180,74$ il 19 Settembre; Northrop, Raytheon e General Dynamics sono anch’esse ai massimi.
Queste 4 aziende, più Boeing, hanno fatturato nel 2013 circa 105 miliardi di dollari in commesse militari.

La guerra genera grossi profitti, e il capitalismo del ventunesimo secolo ha ingaggiato una guerra permanente nel Terzo mondo. Nessuna pace in vista finché questo sistema tossico è in funzione.

Sembra che la transizione fra lo stimolo FED all’economia a quello datole dal complesso militare-industriale sia quasi completo…

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