E mentre impazza a tutto tondo su praticamente ogni organo di stampa e d’informazione, anche in Italia, la propaganda per convincerci tutti della bontà dell’entrata in guerra contro la cattiva Russia.. senti che scrivono alla Merkel una serie di pezzi grossi dei servizi USA in pensione

Zero Hedge – Ex-NSA Director, US Intelligence Veterans Write Open Letter To Merkel To Avoid All-Out Ukraine War
Submitted by Tyler Durden on 09/01/2014

Allarmati dall’isteria anti-russa che sta colpendo impetuosamente Washington e dallo spettro di una nuova Guerra Fredda, alcuni veterani dell’intelligence U.S. – fra cui niente meno che William Binney, un ex senior crito-matematico dell’NSA che nel marzo 2012 fece trapelare come fuonzionano i programmi di spionaggio da parte dell’NSE, ben un anno prima di Edward Snowden – hanno intrapreso il passo inusuale di spedire la seguente memoria, datata 30 agosto 2014, al Cancellerie tedesco Merkel, memoria in cui mettono in dubbio l’affidabilità delle affermazioni dei media U.S. e del governo ucraino su una “invasione” russa.


Da AntiWar e ConsortiumNews,

MEMORANDUM FOR: Angela Merkel, Chancellor of Germany
FROM: Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS)
SUBJECT: Ukraine and NATO

Noi firmatari di questo documento siamo veterani di lunga data dell’intelligence U.S.. Ci impegniamo nel passo inusuale di scrivere questa lettera aperta a lei (Merkel, Er) per assicurarci che leu abbia la piena opportunità di essere informata del nostro punto di vista prima del summit NATO del 4-5 settembre prossimo.

Deve sapere, per esempio, che l’accusa di una grossa “invasione” russa dell’Ucraina non pare essere supportata da nessun tipo di intelligence affidabile. Piuttosto, l’”intelligence” pare essere incerta e “decisa a livello politico” come quella che 12 anni fa “giustificò” l’attacco comandato dagli Stati Uniti all’Iraq.

Non avevamo prove credibili dell’esistenza di armi di distruzione di massa in Iraq allora, e non vediamo prove credibili di un’invasione russa ora.

Dodici anni fa l’allora Cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, consapevole dell’inconsistenza delle prove dell’esistenza delle armi di distruzione di massa in Iraq, si rifiutò di unirsi all’attacco all’Iraq.

Secondo il nostro punto di vista lei dovrebbe essere appropriatamente sospettosa delle accusa fatte dal Dipartimento di Stato U.S. e da funzionari della NATO relativi ad una supposto invasione russa dell’Ucraina.

Il presidente Barack Obama ha provato ieri a raffreddare la retorica dei suoi stessi senior diplomats e dei media corporative quando ha pubblicamente descritto l’attività in Ucraina come “una continuazione di quello che va avanti da mesi… non un vero cambiamento.”

Obama, però, ha solo un tenue controllo sui politici della sua amministrazione che, tristemente, pare siano carenti dal punto di vista della storia, sanno poco di guerra e scambiano le invettive anti-russe per un’azione politica.

Un anno fa i funzionari falchi dello State Department e i loro amici nei media hanno portato il Sig. Obama sull’orlo del lancio di un attacco alla Siria sulla base di, ancora, “intelligence” nel miglior dei casi definibile dubbiosa.

Crediamo che la possibilità di un’escalation delle ostilità oltre i confini dell’Ucraina sia aumentata negli ultimi giorni in gran parte per colpa della crescente importanza e affidamento che si fa su questo tipo di intelligence

Di massima importanza è che crediamo che questo scenario possa essere evitato a seconda del grado di scetticismo che Lei e altri leader europei porteranno al summit della NATO della settimana prossima.


Experience With Untruth – Esperienze Passate con le Falsità

Speriamo che i suoi consiglieri le abbiano ricordato la credibilità che ha dimostrato in passato il segretario della NATO, Generale Anders Fogh Rasmussen.

A nostro parere i discorsi di Rasmussen continuano ad essere scritti a Washington. Questo è apparso abbondantemente chiaro il giorno prima dell’invasione (questa si, reale! Er) comandata dagli Stati Uniti dell’Iraq quando, come Primo Ministro danese , disse al suo parlamento: “Iraq has weapons of mass destruction. This is not something we just believe. We know.” (L’Iraq ha armi di distruzione di massa. Questa non è una cosa da credere o meno: lo sappiamo, è così. punto.”)

Le foto possono valere più di 1000 parole ma possono anche ingannare. Abbiamo una considerevole esperienza nella raccolta, analisi e reporting su tutti i tipi di immagini satellitari e non solo, così come di altri tipi di intelligence. Sia sufficiente dire che le immagini rese pubbliche dalla NATO il 28 agosto forniscono una base molto fragile su cui accusare la Russia di avere invaso l’Ucraina. Tristemente ricordano invece molto le immagini mostrate da Colin Powell alle Nazioni Unite il 5 febbraio 2003, e come quelle non provano nulla.

Lo stesso giorno avvisammo il Presidente Bush che i nostri ex colleghi analisti erano “sempre più turbati ed in difficoltà per via della politicizzazione dell’intelligence” e gli facemmo sapere chiaramente che “la presentazione di Powel non si avvicinava neanche” al giustificare una guerra.

Pressamo il Sig. Bush ad “allargare la discussione … al di la del circolo di quei consiglieri chiaramente piegati alla causa di una guerra di cui non vedevamo nessuna ragione convincente e di cui le conseguenze non volute sarebbero state probabilmente catastrofiche.”

Pensate all’Iraq di oggi. Peggio che catastrofico. Anche se il Presidente Vladimir Putin ha mostrato sinora una considerevole capacità di riserbo riguardo al conflitto in Ucraina, è doveroso ricordare che anche la Russia può, se vuole, attuare politiche di “shock and awe” – “colpisci e terrorizza”.

Secondo noi se ci fosse anche solo la più vaga possibilità che una cosa del genere alla fine si materializzi in Europa per via della questione ucraina, i più seri e sobri dei leader dovrebbero pensare con estrema attenzione la questione.

Se le foto fornite dalla NATO e dagli U.S. sono la “prova” migliore che abbiamo di un’invasione russa allora i sospetti aumentano che sia in atto un grosso tentativo di dare forza ad argomentazioni prima del summit NATO che spingano verso azioni che sicuramente la Russia valuterà provocatorie.

Caveat emptor (stia in guardia chi compra) è sicuramente un’espressione che Lei conosce bene. Sia sufficiente dire che c’è da essere molto cauti su quello che il Sig. Rasmussen, o anche il Secretary of State John Kerry, stanno spacciando.

Confidiamo che i suoi consiglieri l’abbiano tenuta informata sulla crisi in Ucraina sin dal suo inizio nel 2014 e su come la possibilità che l’Ucraina diventi un membro della NATO suona come un anatema per il Kremlino.

Secondo un cable del 1° febbraio 2008 (pubblicato da WikiLeaks) dall’Ambasciata U.S. a Mosca al Segretario di Stato Condoleezza Rice, l’ambasciatore USA William Burns fu chiamato dal Ministro degli Esteri Sergey Lavrov che gli spiegò la forte opposizione della Russia alla memebrship NATO per l’Ucraina.

Lavrov parlò specificatamente delle “paure che una cosa del genere avrebbe potenzialmente spaccato in due il paese, portato a violenze e possibilmente anche alla guerra civile e che quindi la Russia sarebbe stata costretta a decidere se intervenire o meno.”

Burns diede a questo Caple un titolo inusuale: “NYET MEANS NYET: RUSSIA’S NATO ENLARGEMENT REDLINES” (Niet significa niet: le linee rosse dalla Russia all’allargamento NATO) e lo spedì a Washington con precedenza IMMEDIATE.

Due mesi dopo, al loro summit a Bucarest, i leader NATO fecero la dichiarazione formale che “la Georgia e l’Ucraina saranno parte della NATO”.

Solo ieri il Primo Ministro ucraino Arseny Yatsenyuk ha usato la sua pagina Facebook per dire che, con l’approvazione del Parlamento, il sentiero alla membership nella NATO è aperto.

Yatsenyuk, ovviamente, era l’uomo scelto da Washington per diventare Primo Ministro dopo il colpo di stato a Kiev del 22 febbraio.

Yats is the guy,” (Yats è il nostro uomo) disse l’Assistant Secretary of State Victoria Nuland poche settimane dopo il colpo di stato nella intercettazione telefonica di una conversazione con l’ambasciatore US in Ucraina Geoffrey Pyatt. Ricorderete, la stessa intercettazione in cui la Nuland diceva “Fuck the EU” (si fotta l’Unione Europea).


Timing of the Russian “Invasion” – il Timing dell’ “Invasione” russa

La storia promossa da Kiev poche settimane fa era quella che le forze ucraine avevano avuto il sopravvento sui federalisti anti-colpo di stato nel sud-est dell’Ucraina, in quella che era stata riportata come una operazione “di pulizia”. Ma il quadro dell’offensiva aveva avuto riscontro solo nelle fonti governative ufficiali di Kiev. Ci furono pochissimi report dal terreno di battaglia nel sud-est dell’Ucraina. Ce ne fu uno, però, che citava il Presidente ucraino Petro Poroshenko, che lasciava dubbiosi sul ritratto della situazione fatto dal governo.

Secondo il “press service of the President of Ukraine” del 18 agosto, Poroshenko parlava di un “raggrupparsi delle forze ucraine imegnate nelle operazioni nell’est del paese … oggi dobbiamo riorganizzare le forze che dovranno difendere il nostro territorio e le offensive armate continuate” aggiungendo che “abbiamo bisogno di una nuova operazione militare per fronteggiare le nuove circostanze.”

Se le “nuove circostanze” fossero state quelle di un’avanzata coronata di successo delle forze ucraine perché allora sarebbe stata necessaria una “riorganizzazione” e un “raggruppamento” delle forze?

Più o meno in quelle date le fonti dai campi di battaglia cominciarono a riportare una serie di successivi attacchi da parte delle forze federaliste anti-colpo-di-stato sulle forze governative. Secondo queste fonti era stato l’esercito governativo ad aver subito forti perdite e perdere terreno, per lo più per l’inettitudine e pochezza della sua leadership.

Dieci giorni dopo, con l’esercito governativo accerchiato e/o in ritirata, ecco uscire la scusa ready-made di una “invasione russa”.

E questo è precisamente quando le foto sfuocate ed indistinte sono state rilasciate dalla NATO e reporters come Michael Gordon del New York Times si sono messi a diffondere la storia che “Stanno arrivando i russi”. (Michael Gordon fu anche uno dei più egregi propagandisti che promossero la Guerra in Iraq).


No Invasion, But Plenty Other Russian Support – Nessuna Invasione, ma parecchio supporto russo di altro tipo

I gruppi federalisti anti-colpo-di-stato nel sud-est dell’Ucraina hanno un considerevole supporto da parte della popolazione locale, in parte anche a causa dei pesanti bombardamenti d’artiglieria da parte dell’esercito governativo sui principali centri abitati.

Crediamo anche che probabilmente un supporto russo sia entrato attraverso il confine, soprattutto, però , nella forma di un’eccellente intelligence sul capo di battaglia. Ma resta lontano dall’essere verificato, a questo punto, se questo supporto russo includa anche carri armati e artiglieria, per lo più i federalisti sono stati meglio condotti e sorprendentemente di successo nello sbaragliare le forze governative.

Nel contempo abbiamo pochi dubbi che, se e quando i federalisti ne avessero bisogno, i carri armati russi arriverebbero.

Tutte queste cose sono esattamente la ragione per cui la situazione richiede uno sforzo verso il cessate il fuoco che, come Lei ben sa, Kiev rimanda da tempo.

Cosa va fatto a questo punto? Secondo noi Poroshenko e Yatsenyuk hanno bisogno di sentirsi dire chiaro e tondo che la membership nella NATO non è fra le opzioni realistiche – e che la NATO non ha nessuna intenzione di intraprendere una guerra per procura e specialmente non in supporto di un’accozzaglia eterogenea come l’esercito ucraino.

E bisogna dire la stessa cosa anche agli altri membri della NATO.


Per lo Steering Group, Veteran Intelligence Professionals for Sanity

• William Binney, former Technical Director, World Geopolitical & Military Analysis, NSA; co-founder, SIGINT Automation Research Center (ret.)
• David MacMichael, National Intelligence Council (ret.)
• Ray McGovern, former US Army infantry/intelligence officer & CIA analyst (ret.)
• Elizabeth Murray, Deputy National Intelligence Officer for Middle East (ret.)
• Todd E. Pierce, MAJ, US Army Judge Advocate (Ret.)
• Coleen Rowley, Division Counsel & Special Agent, FBI (ret.)
• Ann Wright, Col., US Army (ret.); Foreign Service Officer (resigned)