Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

domenica 14 settembre 2014

Durden: Il grafico della "dedollarizzazione" su cui contano Russia e Cina

Un po' di grafici interessanti sull'andamento storico del peso del PIL rispetto al resto del mondo dei vari imperi degli ultimi due secoli.

Oserei direi che il vero impero, oggi, è sempre meno legato ad una patria, com'era in passato, quanto a dei capitali che possono frullare in giro per il mondo alla velocità della luce. Il vero impero di oggi è quello della finanza globalizzata, di multinazionali che si possono spostare alla bisogna non alla velocità della luce ma non troppo più lente, con fabbriche, capitali o sedi legali (vedi FIAT-Crysler)... i veri stati del XXI secolo non sono rappresentati tanto da una bandiera nazionale ma dai logo delle multinazionali, siano una banca o un colosso della medicina, dell'agricoltura o dell'high teck. Credo che interessi relativamente molto meno che in passato, a queste multinazionali, del destino di questo o quel particolare paese, del "proprio" paese, l'importante è fare profitto per gli stakeholders, dove e come sia possibile. Se poi lo si può fare coi soldi dei contribuenti e facendo fare guerre a spese loro, tanto meglio, tanto di guadagnato. D'altronde non è un tantinello un ossimoro parlare di "una multinazionale tedesca", o di "una multinazionale russa", o cinese, o americana? Giusto forse quelle legate alle risorse.. forse. Insomma, non credo che i CEO di una grande banca o di una multinazionale, oggi, faccianto troppo caso se vivono a New York piuttosto che ad Hong Kong o si sentano più americani che cinesi. Eppoi nell'era di internet uno se ne può stare a dirigere una multinazionale anche del polo nord, se vuole.

Ciò detto è comunque interessante questo quadretto del mondo di oggi fatto da un banchiere della DB in base al peso dei rispettivi PIL nazionali sul totale globale, perchè comunque restano dei grossi blocchi interdipendenti ma anche contrapposti e in frizione sullo scacchiere mondiale... che poi una bella guerra mondiale sarebbe la cosa migliore per rifare partire il ciclo, che ormai pare essere arrivato alla stasi ed alla crescita sempre più vicino allo zero. Una bella distruzione globale e via, si può riparte, ricostruire, vendere.

Mi torna in mente un fumetto di Frank Miller che lessi da ragazzo (Miller è l'autore dei più famosi 300 e Sin City), in cui le guerre erano fatte sotto l'insegna della pace e con i logo delle multinazionali sui mezzi di guerra. In realtà è più conveniente usare dei logo più dissimulanti come le bandiere nazionali e fare pagare le guerre ai cittadini, anche finanziariamente, e tenersi i profitti sul lato privato.

Give me liberty Frank Miller Combattimento della FatBoyBurgers per il dominio dei pascoli della fu Amazzonia
"Give me Liberty", Frank Miller, 1990

Zero Hedge - End Of Empire - The 'De-Dollarization' Chart That China And Russia Are Banking On
Submitted by Tyler Durden on 09/12/2014

La Storia non è finita con la Guerra Fredda e, per dirla alla Mark Twain, anche se la storia non si ripete uguale quanto meno spesso va in rima. Così come Alessandro, Roma e l'Inghilterra sono scese dalle loro posizioni di assoluto dominio globale, così hanno iniziato a fare anche gli Stati Uniti. Il dominio americano globale ha cominciato a declinare dal 1998, ben prima dela Crisi Finanziaria Globale. La gran parte di questo declino ha avuto poco a che fare con le sue azioni quanto col dispeigarsi di un'anomalia che si era protratta per più di un secolo (perche, nessuna multinazionale US ha fatto soldi per decenni sul lavoro a basso costo in Asia e sul trionfo del liberismo globale? E-e-e, cari Tylers.. Er)

La Cina ha cominciato a tornare alla posizione che ha avuto nell'economia globale per millenni prima della rivoluzione industriale. La chart qui sotto può spiegare perchè la spinta alla dedollarizzazione potrebbe essere una scommessa vincente ...

2014.09.12 ZH USA No2 Percentuale del PIL (GDP) del Mondo di ogni impero 1820-2010

Come spiega Jim Reid della Deutsche Bank,
Nel 1950la Cina aveva al 29% della popolazione del mondo e la sua percentuale dell'output mondiale era di circa il 5% (in termini di PPP, Purchasing power parity, Parità di Potere d'Acquisto. Figura 98). Al contrario gli USA avevano l'8% della popolazione mondiale e il 28% dell'output mondiale.

2014.09.12 ZH China PIL e POP Percentuale cinese della popolazione mondiale e dell'economia - 1950-2008

Per il 2008 la colossale, secolare, sottoperformance cinese era già sulla strada per diventare storia passata (figura 97).
2014.09.12 ZH PIL su PIL mondo Percentuale del PIL di un paese sul totale mondiale - anno 2008

Basandosi sulle attuali tendenze l'economia cinese superà quella degli Stati Uniti, in termini di potere d'acquisto, nel giro di pochi anni. Gli USA non sono più la sola superpotenza mondiale e la percentuale mondiale del suo output è scesa sotto il 20%, che, come abbiamo visto, si è rivelata in passato una soglia critica per una singola superpotenza dominante. In termini economici viviamo già in un mondo bipolare. USA e Cina oggi contano da soli per più di un terzo dell'output mondiale, in termini di poetere d'acquisto.

Comunque, come abbiamo già evidenziato, la taglia relativa dell'economia di una nazione non è il solo determinante dello status di superpotenza. C'è anche un "moltiplicatore geopolitico" di cui bisogna tenere conto e che permette o meno ad una nazione di sovraperformare o sottoperformare a sua potenza economica sul palco geopolitico mondiale.

Abbiamo già discusso di come, primo, la riluttanza da parte degli USA ad impegnarsi nel resto del mondo prima della Seconda Guerra Mondiale le aveva impedito di avere il ruolo geopolitico che avrebbe potuto già avere data la sua potenza economica e, secondo, come l'abilità e la volontà dell'Unione Sovietica di sacrificare altri scopi pur di ottenre lo status di superpotenza mondiale le permise di competere con gli USA per il potere geopolitco nonostante la sua economia ben più piccola dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Guardando il mondo di oggi invece si potrebbe dire che gli USA continuano a godere di un'influenza sovradimensionata rispetto alla taglia della sua economia mentre la Cina, geopoliticamente, sta sottoperformando la sua economia. Potremmo dire che gli USA hanno un moltiplicatore geopolitico maggiore di 1 e la Cina minore di 1. Perchè?

Dal lato degli USA, quasi un secolo di domino economico e mezzo secolo di status di superpotenza hanno lasciato la loro impronta su tutto il mondo. Le superpotenze lasciano delle eredità. Per prima cosa il "potere soft" degli USA resta largamente senza rivali, la cultura US è ubiqua (pensate ai McDonald’s, a Hollywood ed alle università della Ivy League), i più grossi business USA sono colossi globali e la lista di alleati degli USA è senza rivali. In secondo luogo il presidente degli Stati Uniti continua ad essere chiamato "il leade del mondo" e l'America resta impegnata a difendere il mondo (evvai di retorica zuccherosa e ridicola .. e pensare che c'è, e tanti, che se la bevono. Er). Anche se recentemente alcune domande hanno cominciato ad essere fatte, gli USA sono rimasti la sola nazione capace di dirigere gli inteventi nel tentativo di supportare l'ordine del "mondo libero" (vomito... ma perchè sto traducendo questa spazzatura propagandista? Er) e i suoi livelli di spesa militare continuano a rendere nani tutti gli altri paesi del mondo (ah, ecco, parliamo di cose serie, va. Er). La spesa militare USA conta per più del 35% di tutte le spese militari mondiali e i suoi alleati per un altro 25% (grazie di venderci quei bocchini degli F35! Er)

Passando invece alla sottoperformance geopolitica cinese ci sono un sacco di ragioni per cui la loro economia è sottovalutata sul palco internazionale. Prima di tutto c'è la sua lista di priorità: la Cina resta imegnata soprattutto sul fornte della crescita del mercato interno visto che nonostante tutti i recenti progressi restano in povertà milioni di cinesi (gli americani invece sono tutti ricchi, che 1 persona su 5, o più, vive con le "credit card del pane". Er). Per questo, sinora, non ha voluto sacrificare la sua crescita economica sull'altare del potere globale. Questo fatto si riflette bene, per esempio, nella taglia relativamente piccola delle loro spese militari che, in termini di dollari, è meno di un terzo della spesa militare US. In secondo luogo la Cina non ha il livello di soft power degli USA (già, loro il resto del mondo mica la invadono e bombardano come i "soft" americans .. tz.. l'importante è crederci. Er). Il comunismo cinese non ha sul resto del mondo la capacità seduttiva che ha avuto quello sovietico e sinora la crescita cinese ha piuttosto spaventato i suoi vicini più che renderli alleati (questo è vero. Er). Questi fattori probabilmente aiutano a spiegare perchè, in un senso geopolitico, gli USA pajono destinati a restare la sola incontrastata superpotenza. E così si spiega anche perchè le tensioni geopolitiche sono rimaste realtivamente basse, almeno sino alla crisi finanziaria (eh già.. Libia, Iraq, Iran, Siria, Afghanistan, Ucraina.. le tesioni geopolitiche sono basse grazie al soft power USA.. sisi.. Er)

Comunque c'è da dire che questa situazione è cambiata negli ultimi 5-6 anni. Nono solo l'economia cinese ha continuato a crescere più velocemente di quella USA ma anche il "moltiplicatore geopolitico" USA ha cominciato a scendere (chissà perchè. Er), riducendo il dominio USA sullo stage mondiale e muovendo verso un mondo styile Guerra Fredda (e gli USA che continuano a mettere un dito in culo alla Russia da quando è "finita" la GF col crollo del muro di Berlino su tutti i fronti non c'entra nulla.. nono. Er). Se questo è il caso allora potrebbe essere che il mondo sia nel mezzo di un aumento delle tensioni geopolitiche non temporaneo ma strutturale (certo non per colpa loro, che sono così soft.. Er) ....
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Basta, mi son rotto i coglioni di tradurre 'sta roba.. leggete tutto, se volete, google tradotto QUI. Il concetto base che volevo passarvi è quello riassunto nei grafici, specie il primo, e il concetto che la Cina sta solo ritornando al suo ruolo storico, millenario, e che la dedollarizzazione potrebbe essere solo la logica conseguenza di ciò.

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