Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

giovedì 21 agosto 2014

Le spintonate cinesi per diventare un vero protagonista del pricing dell'oro continuano con 3 nuove licenze per importare oro in Cina

Zero Hedge - China Push For Gold Pricing Power Continues, Grant 3 New Import Licences
Submitted by Tyler Durden on 08/20/2014

Altre 3 banche hanno ottenuto il permesso di importare oro in Cina in quello che l’International Business Times nota essere un raddoppio dei suoi sforzi per ottenere potere nella decisione del prezzo di questa commodity (e/o valuta? Er).

La mossa - che porta il numero delle firm bancarie con un permesso di import aurifero a 15 – arriva proprio prima che l’SGE (Shanghai Gold Eschange) lanci un contratto su oro bullion prezzato e pagato in Yuan Renminbi, nella speranza di rimpiazzare l’ormai screditato London Fix e diventare un centro “di scoperta del prezzo” globale.

La Shanghai Pudong Development Bank e la China Merchants Bank sono state raggiunte dalla Standard Chartered che diventa la terza banca straniera con un permesso di import aurifero in Cina.

La nazione continua sulla strada della liberalizzazione del mercato dell’oro, dopo l’approvazione l’anno scorso del primo ETF con retrostante aurifero del paese.

Come riporta Reuters,

La Cina ha permesso a tre altre banche, compresa una straniera, di importare oro. Questa la notizia secondo fonti in diretta conoscenza dei fatti. Questo mentre il più grosso paese compratore d’oro al mondo cerca in tutti i modi di acquistare potere nel pricing del metallo.

(...) Standard Chartered, Shanghai Pudong Development Bank e China Merchants Bank sono le banche che hanno ricevuto la recente approvazione per importare oro in Cina secondo cinque diverse fonti con conoscenza diretta della questione.

(...) La Cina ha approcciato banche straniere, produttori d’oro e raffinatori affinchè partecipassero alla borsa internazionale dell’SGE, hanno detto in precedenza a Reuters quest’anno diverse fonti, e incrementassero il peso di quella borsa e renderla uno dei centri mondiali di scoperta del prezzo. L’SGE ha in programma di lanciare 3 contratti con oro retrostante.

Il presidente dell’exchange ha detto a giugno che la Cina dovrebbe avere il suo proprio benchmark visto che è il più grosso consumatore d’oro al mondo.

“Le nuove licenze di import paiono arrivare con timing perfetto. Insieme al loro nuovo Exchange in arrivo stanno mostrando che vogliono rendere il loro mercato più accessibile e facile anche ai giocatori stranieri” ha detto un trader in metalli preziosi di Hong Kong.
Secondo l’ IBTimes,
La news arriva proprio quando lo Shanghai's international bullion exchange è sul punto di lanciare un’iniziativa che sa di portabandiera dei tentativi cinesi di sottrarre potere a Londra nel decidere i prezzi dell’oro.

Attualmente il benchmark è determinato due volte al giorno al London bullion market da Barclays, HSBC, ScotiaMocatta (la divisione bullion banking di Scotiabank), e Société Générale. La Cina – insieme a Singapore – ha cercato vari modi di portare a casa sua il cosidetto “Gold Fix”. L’apertura del mercato dell’import ad altre 3 banche – Standard Chartered, Shanghai Pudong Development Bank e China Merchants Bank – dimostra la volontà del governo cinese di mostrare un po’ di flessibilità nel farlo.

La decisione di permettere ad un prestatore (banca) straniero di importare oro in Cina è ancora più significativa e, insieme al veloce sviluppo della Shanghai Special Economic Zone, dimostra come sia in corso una liberalizzazione dei network bancari e su commodities cinesi.

Con la decisione dell’anno scorso di permettere l’esistenza di gold-backed exchange-traded insieme all’estensione dell’orario di trading, le ambizioni cinesi di diventare un centro mondiale di scoperta del prezzo possono concretizzarsi.

La Standard Chartered diventa la terza banca straniera con permesso di import auriferi in Cina dopo HSBC and ANZ.

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