Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

lunedì 25 agosto 2014

La propaganda sulla Seconda Guerra Mondiale con cui siamo cresciuti e come sono andate invece,al netto di un po' di propaganda, le cose


morti seconda guerra mondiale

In che mondo di favole che viviamo. La Propaganda è roba per le dittatue, non per noi che siamo una gloriosa democrazia, noh?

Presente la storia dei bombardamenti atomici sul Giappone fatti per chiudere la partita ed evitare che altri milioni di soldati e civili morissero in una estenuante ed infinita guerra visto che i gapp non si sarebbero arresi mai? E la storia degli americani che salvarono l'Europa dai nazi con lo sbarco in Normandia di John Wayne e Indiana Jones? .... mmmm ... leggetevi questa parte che ho tradotto di un lungo articolo scritto da Oliver Stone (il regista) e da Peter Kuznick (un prof di storia universitario americano).


Huffington Post - The U.S. and Japan: Partners in Historical Falsification
By Oliver Stone & Peter Kuznick - Posted: 09/10/2013

Il Primo mito. (…) abbiamo posto al centro della nostra analisi dell’Impero Statunitense nel dopoguerra i bombardamenti atomici dell’agosto 1945. Il monopolio atomico diede agli USA la sicurezza necessaria per imporre la sua volontà al resto del mondo. Dopo i bombardamenti i funzionari Statunitensi si misero prontamente all’opera per diffondere la narrazione che giustificava questi atti barbarici, una narrazione che aveva però poco a che fare con la verità.

Alla gente venne raccontato che le bombe atomiche erano state pietosamente sganciate sui fanatici giapponesi per porre fine alla guerra il più presto possibile, evitando un’invasione via terra che, secondo Truman, sarebbe costata mezzo milione di vite americane. Gli Stati Uniti non avevano scelta. L’atto non solo era stato giustificato ma persino umano, umanitario (una storia che abbiamo risentito ancora? Er). Pensate anche a tutti i giapponesi che sarebbero morti lo stesso in un’invasione.

Questa versione della storia però dimentica alcuni fatti sconvenienti. Il Giappone era già in ginocchio e stava cercando già prima dei bombardamenti atomici una formula di resa accettabile, sin dal maggio 1945 (3 mesi prima delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Er).

Il generale Douglas MacArthur, insieme al generale Eisenhower, al generale Arnold e agli ammiragli Leahy King e Nimitz, disconobbero i bombardamenti (atomici) e successivamente ribadirono che i giapponesi si sarebbero già arresi in maggio se solo gli USA avessero fornito garanzie sulla preservazione al potere dell’Imperatore (come infattu fu. Er).

Dei cablogrammi giapponesi ricevuti confermano questo fatto. Truman descrisse il cable del 18 luglio 1944 come “the telegram from the Jap emperor asking for peace”, il telegramma da parte dell’imperatore giapponese in cui chiede la pace.

Truman sapeva anche che l’Unione Sovietica stava per dispiegare le sue forze anche in oriente e che la cosa che terrorizzava di più i giapponesi era un’invasione sovietica. A maggio il Consiglio Supremo di Guerra del Giappone dichiarò: “L’entrata in guerra (in Asia, Er) dei sovietici porterà un colpo fatale all’impero.”

A Potsdam, Truman ricevette la conferma che i sovietici stavano per entrare nella Guerra del Pacifico e scrisse: “Fini Japs when that comes about”, i giapponesi saranno finiti quando succederà. Disse a sua moglie che la guerra sarebbe finita un anno prima, dopo aver ricevuto questa notizia.

Il 6 luglio 1945, il Combined Intelligence Committee riportò che “An entry of the Soviet Union into the war would finally convince the Japanese of the inevitability of complete defeat”, un’entrata in Guerra dell’Unione Sovietica potrebbe convincere definitivamente i giapponesi dell’inevitabilità della sconfitta.

Il 9 agosto l’invasione sovietica della Manciuria occupata dai giapponesi segnò l’inizio della veloce fine del conflitto. Poco più tardi - lo stesso giorno - gli Stati Uniti atomizzavano Nagasaki.


nagasaki

Per i leader giapponesi quest’atto terribile e duro non rappresentava fondamentalmente niente di nuovo. Gli Statunitensi era da marzo che bombardavano e radevano al suolo con bombe incendiarie le città giapponesi, più di 100 in totale (come pure in Europa avevano fatto con Dresda, che fu sostanzialmente rasa al suolo. E non per dire. Er). Hiroshima e Nagasaki erano solo altre due nella lista.

Fu l’invasione sovietica (della Manciuria) che convinse il primo ministro Suzuki ed altri che sarebbe stato meglio arrendersi agli americani finche potevano piuttosto che ai sovietici.

I bombardamenti atomici furono un tentativo di chiudere la partita prima che i sovietici si avvicinassero troppo e ricevessero i bottini che gli Alleati gli avevano promesso a Yalta e, ancora più gravido di conseguenze per la storia umana, furono un tentativo di dimostrare ai sovietici, che erano ben consapevoli della disperazione in cui versavano i giapponesi, che gli Stati Uniti sarebbero stati completamente spietati nel difendere i propri “interessi”.

Ci volle una gran destrezza, dei media ridotti come dei cani leccanti, ed un sistema educativo che non faceva domande per trasformare questo racconto feroce in uno di benevolenza americana, ma Truman e il suoi difensori ci riuscirono, lasciando alla gente la santificazione di una Seconda Guerra Mondiale come una guerra “buona” (sicuramente fu una guerra necessaria) ed il mito dell’eccezionalità Americana, la storia della bontà di un’America amante della libertà e piena di altruistica volontà di sacrifico per gli altri.



Il secondo mito sulla Seconda Guerra Mondiale è quello che vuole gli Stati Uniti a vincere valorosamente la guerra in Europa quando, in realtà, come riconosceva anche Churchill, furono i sovietici che “tore the guts out of the German military machine”, strapparono le budella alla macchina militare tedesca.

I sovietici fronteggiarono 200 divisioni tedesche quando Stati Uniti e Inghilterra insieme ne fronteggiarono solo 10 (!!! Er).

Difatti i generali Marshall ed Eisenhower erano furiosi del fatto che gli Stati Uniti stavano a fare “periphery pecking", stavano solo a battibeccare nelle provincie della guerra a supportare gli interessi dell’Impero Britannico in nord Africa, nel Mediterraneo e più tardi in Birmania, piuttosto che affrontare i tedeschi.

Questo sino allo sbarco in Normandia (6 giugno 1944), quando la tipica mendace narrazione statunitense normalmente inizia, "dimenticandosi" che avvenne ben dopo che i sovietici avevano dato una svolta alla guerra (la terribile “Battaglia di Stalingrado” durò dall’estate del 1942 al 2 febbraio 1943 e pose fine alla vita di più di un milione di tedeschi e a quelle di mezzo milione di russi. Basta guardarsi i dati sulle vittime della Seconda Guerra mondiale - 10.400.000 sovietici contro 405.000 Statunitensi, il 13,6% dei cittadini sovietici contro lo 0,3% dei cittadini USA - per capire chi ci ha veramente dato la pelle contro i nazisti. Incredibilmente lo stato che ha perso più abitanti durante il conflitto è stato Singapore, con il 28,6% della sua popolazione morta ammazzata. Er)


morti seconda guerra mondiale Percentuale della popolazione ammazzata durante la Seconda Guerra Mondiale



Il terzo mito è quello che vuole che la Guerra Fredda sia stato un prodotto dell’ingrandimento territoriale sovietico e della sua ostilità verso il capitalismo occidentale. In realtà ci vollero a Truman meno di sue settimane come presidente per sconvolgere completamente la visione di Roosevelt di un mondo multipolare di collaborazione e leadership condivisa fra US e Unione Sovietica e iniziare una politica di sfiducia ed ostilità

Quindi, a quanto pare, praticamente tutti quello che ci hanno insegnato a scuola sulla Guerra è l’opposto di quello che successe in realtà. Sorprendentemente la versione della Seconda Guerra Mondiale insegnata agli studenti giapponesi è allo stesso modo mendace e disonesta. Il Giappone, oggi, si sa qualcosa e si discute un po’ del massacro di Nanjing e della schiavizzazione sessuale delle donne coreane ma non c’è praticamente nessuna discussione sulla brutalità degli assissini gratuiti e sfrenati associati all’occupazione giapponese del resto dell’Asia.

Pochi sanno che ben più di 1 milione di vietnamiti furono ammazzati durante il breve dominio giapponese o delle atrocità commesse in Indonesia, Malaya, Filippine, Taiwan, Birmania e altrove in Asia a donne e uomini. E la resa stessa viene fatta passare come un atto di sacrificio compassionevole da parte dell’imperatore pur di limitare le sofferenze del suo popolo. (…)


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