Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 22 luglio 2014

Il Governatore della BIS Teme una Nuova Lehman a Causa del Sovraindebitamento Globale

 La sede della BIS a Basel, CH

E se lo dice la BIS, la cosidetta "bancha centrale delle banche centrali" (dove ha lavorato anche Draghi prima di diventare il boss della BCE) ... da qualche settimana un po' tutte le grandi istituzioni bancarie occidentali stanno un po' facendo questo gioco, come a tirarsi fuori, far le verginelle. BIS, FMI, mi pare anche la World Bank .. tutte "ad avvisare di possibili bolle" ... ora. Non prima, ora.

The Telegraph - BIS chief fears fresh Lehman from worldwide debt surge
By Ambrose Evans-Pritchard - 13 Jul 2014 - Traduzione di Voci dall'Estero

La Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI in acronimo italiano. BIS, Bank of International Settlements, in inglese. Er) ha avvertito che l'economia mondiale oggi è vulnerabile a una crisi finanziaria come lo era nel 2007, con l'ulteriore rischio che i rapporti di debito sono ora molto più alti e anche i mercati emergenti sono stati coinvolti.

Jaime Caruana, a capo del cane da guardia finanziario con sede in Svizzera, ha detto che gli investitori, nella loro vorace caccia ai rendimenti, hanno ignorato il rischio della stretta monetaria.
"I mercati sembrano considerare solo uno spettro molto ristretto di potenziali esiti. Hanno indugiato nella convinzione che le condizioni monetarie rimarranno facili per un tempo molto lungo, sentendosi più garantiti di quanto le banche centrali non vogliano in realtà fare ", ha detto al Telegraph.

Mr Caruana ha detto che il sistema internazionale è per molti versi più fragile di quanto non fosse all'inizio della crisi Lehman. Da allora i rapporti di debito nelle economie sviluppate sono aumentati di 20 punti percentuali, al 275% del PIL.

Gli spread creditizi sono scesi a livelli bassissimi. Le aziende stanno prendendo in prestito pesantemente per riacquistare le proprie azioni. La BRI (BIS) ha detto che il 40% dei prestiti sindacati sono a mutuatari sub-investment grade, un rapporto più alto rispetto al 2007, con sempre meno garanzie per i creditori.

La svolta preoccupante in questo ciclo è che la Cina, il Brasile, la Turchia e le altre economie emergenti, da parte loro, hanno ceduto al boom del credito privato, in parte come effetto del quantitative easing dell'Occidente.

Anche i loro rapporti debito sono aumentati di 20 punti percentuali, al 175%. I tassi di interesse medi a cinque anni sono all'1% in termini reali. E' un tasso estremamente basso, e potrebbe improvvisamente invertire la direzione. "Stiamo osservando attentamente la situazione. Se nel 2007 eravamo preoccupati per un eccessivo indebitamento, oggi non possiamo certo sentirci più rilassati", ha detto.

"Può essere che il debito sia distribuito meglio perché alcuni paesi altamente indebitati hanno cominciato a ridurre la loro esposizione, come il settore privato negli Stati Uniti o in Spagna, e le banche sono meglio capitalizzate. Ma ora c'è anche più sensibilità ai movimenti dei tassi d'interesse".

La BRI (BIS) ha avvertito che secondo la sua relazione annuale di due settimane fa i mercati azionari sono diventati "euforici". La volatilità è scesa al minimo storico. I titoli azionari europei sono aumentati del 15% in un anno, nonostante la crescita vicina a zero e un calo del 3% degli utili attesi. Il rapporto prezzo-utili (P/E) corretto per il ciclo dell'indice S&P500 negli Stati Uniti a maggio ha raggiunto 25 punti, sei punti sopra la sua media di mezzo secolo. Il valore della Q di Tobin (devi nota su VdE. Er) è molto più tirato che nel 2007.

"Nel complesso, è difficile evitare il senso di una disconnessione sconcertante tra l'esuberanza dei mercati e gli sviluppi economici di fondo a livello globale", ha detto.

Mr Caruana ha rifiutato di pronunciarsi su quando la bolla scoppierà. "Come ha detto Keynes, i mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto tu possa rimanere solvente", ha detto.

La BRI (BIS) dice che il prolungato stimolo monetario negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone ha portato ad una dispersione di liquidità, che ha contaminato il resto del mondo. Le potenze emergenti dell'Asia non sono più in grado di agire da barriera - come hanno fatto dopo il crash Lehman - e ora possono essere esse stesse una fonte di rischio.

I mercati emergenti hanno accumulato $ 2.000 miliardi di debito in valuta estera dal 2008. Sono una bestia molto più grande di quanto non fossero durante la crisi del sud-est asiatico alla fine degli anni '90, così che qualsiasi crisi farebbe più danni. "Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi se la Cina, col suo boom finanziario fuori misura, dovesse vacillare", ha detto.

Continua su Voci dall'Estero. Vedere sul Telegraph per i grafici

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