Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 19 luglio 2014

Calano ancora le concentrazioni medie d'oro nella roccia estratta delle prime 5 compagnie aurifere mondiali

 

SRS Rocco Report - Top Gold Miners: Yields Fall To The Lowest Levels Ever
Di Steve St.Angelo, 18 luglio 2014 - Traduzione di Er

Ora che abbiamo tutti i dati completi del 2013 possiamo dire che il tasso medio (average yield, esprime la quantità di oro presente per tonnellata di roccia estratta e lavorata, vedi oltre. Er) delle più grosse compagnie minerarie mondiali è sceso ancora a nuovi minimi.

Devo dire che la cosa è abbastanza sorprendente perché la media del prezzo dell’oro nel 2013 è stata di 1411 dollari l’oncia e di solito quando i prezzi calano (come nel famoso crollo a metà aprile 2013. Er) le compagnie minerarie si concentrano sulle parti più ricche di metallo delle loro miniere per restare in attivo. Eppure il tasso medio dei cinque più grossi miners mondiali è sceso anche nel 2013, di un 5% rispetto all’anno prima.
Se diamo un’occhiata alla grafica seguente vediamo che i tassi medi - le concentrazioni medie di oro nella roccia estratta - dei top five gold miners (Barrick, Newmont, AngloGold, Goldfields* & Goldcorp) sono scesi dagli 1,26 grammi per tonnellata di roccia del 2012 agli 1,20 gr/ton del 2013.

(*Nota: GoldFields ha “esternalizzato” 3 miniere nel 2012 formando con quelle una nuova company chiamata Sibanye Gold. I dati qui sotto includono entrambe le company listate in borsa come GoldFields)



Nella grafica vediamo come l’average gold yield del gruppo di companies analizzate è caduto dagli 1,68 grammi del 2005 agli 1,20 dell’anno scorso. Significa la bellezza di quasi mezzo grammo in meno per tonnellata di roccia lavorata in solo 8 anni… un calo delle densità di oro estratto del 29%. Forse può non sembrare tanto ma se facciamo due conti … è una perdita sostanziosa.

La prossima chart ci fa capire meglio la batosta per l’industria dell’estrazione dell’oro.

Nel 2005 le prime cinque compagnie minerarie al mondo hanno lavorato 464 milioni di tonnellate d’oro per produrre 25,2 milioni di once d’oro – il tasse medio era appunto di 1,68 gr/ton.

Nel 2013 le prime cinque compagnie minerarie al mondo hanno lavorato 592 milioni di tonnellate d’oro (il 27% in più) per produrre di meno, 22,9 milioni di once d’oro



Come se questo non bastasse è aumentata anche la quantità di roccia semplicemente rimossa per arrivare a quella “ricca” d’oro: per esempio la Newmont ha riportato i seguenti dati nei suoi Rapporti di Sostenibilità del 2007 e del 2013:

Statistiche della compagnia mineraria aurifera Newmont
2005 Produzione d’Oro = 8.2 milioni di once
2005 Totale di Roccia Scartata = 425 milioni di tonnellate
2005 Rapporto Roccia/Produzione d’Oro (Waste Rock/Production Ratio) = 52 ton/oz
2013 Produzione d’Oro = 5.5 milioni di once
2013 Totale di Roccia Scartata = 620 milioni di tonnellate
2013 Rapporto Roccia/Produzione d’Oro (Waste Rock/Production Ratio = 113 ton/oz

Come vedete la Newmont ha più che raddoppiato – in soli 8 anni! – la quantità di roccia totale scartata per produrre ogni oncia d’oro prodotta … per l’esattezza un 65% in più di roccia per produrre una sola oncia d’oro. E più roccia una company deve rimuovere più energia viene consumata nel processo.

Nel 2005 la Newmont ha consumato 19 galloni di diesel per ogni oncia d’oro prodotta nelle sue operations, nelle sue miniere.

Nel 2012 è arrivata a consumare la bellezza di 31 galloni di diesel per ogni oncia d’oro prodotta, una crescita dei consumi del 63% in 7 anni (e quanto sono saliti, per di più, i prezzi dei combustibili fossili nel frattempo? Er). Capite come i tassi calanti di oro nelle rocce lavorate (e non) diventano un problema sempre più costoso per i miners.

C’è da dire che non tutti i primi 5 miners in oro al mondo hanno visto i loro tassi medi di oro nella roccia calare. Barrick, Newmont e AngloGold hanno visto i loro tassi calare nel 2013, ma GoldFields (inclusa Sibanye Gold) e GoldCorp hanno invece riportato dei leggeri miglioramenti.

La company che ha sofferto di più di questo calo delle concentrazioni di oro nel 2013 è stata la AngloGold:



Le concentrazioni medie di AngloGold sono crollate del 15% fra 2012 e 2013 mentre quelle della Newmont del 10% e quelle della Barrick del 6%.

Anche se questi cali possono sembrare sostanziosi c’è da dire che immagino che nel 2014 vedremo questi livelli stabilizzarsi o anche risalire un pochino visto come un po’ tutte le Co. si sono dovute concentrare sulle vene più ricche delle loro miniere a causa del calo dei prezzi e per restare in attivo (o non andare troppo in passivo. Questo fatto viene chiamato in inglese “high grading”. Er).

Sfortunatamente l’high-grading sulle loro miniere è solo una soluzione temporanea. Come trovate spiegato anche nel link appena messo questo metodo lascia (ovviamente. Er) una gran quantità di oro in situ, seleziona le parti di roccia più ricche e lascia non estratte i tassi più bassi di concentrazione, non economici da estrarre. Quindi, se una compagnia mineraria decide di concentrarsi sugli high grade potremo vedere un livellamento dei tassi medi nel 2014 o una leggera risalita … peccato che tutto ciò non farà altro che accelerare ancora di più il declino dei tassi medi in futuro.

Sto aspettando che vengano resi pubblici i dati relativi ai consumi medi di diesel per oncia d’oro prodotta da parte di un pajo di companies ma dai dati che già ho posso dire onestamente che anche nel 2013 sarà un nuovo record.

Man mano che gli ore grades continuano a calare il costo di produzione dell’oro non potrà far altro che, inevitabilmente, salire.

Alcuni lettori credono che i prezzi alti dell’energia saranno il fattore che spingerà verso l’alto, a nuovi massimi, il prezzo dell’oro. personalmente non credo che sarà così. Il mondo non si può permettere dei prezzi dell’energia troppo alti. Potremmo vedere dei picchi temporanei del prezzo del petrolio ma dubito che il prezzo di un barile di Brent continuerà a salire verso i 200 dollari.

Il prezzo di oro e argento saliranno a livelli estremi in futuro ma non sulla scorta del prezzo del petrolio ma piuttosto sul crollo dell’offerta di petrolio e sul suo impatto terribile sui 100 e più trilioni di dollari di carta senza valore reale che galleggiano avanti e indietro per i mercati del mondo.

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