Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 25 luglio 2014

Black: la Dollarizzata Panama stabilisce dei price controls sui beni alimentari di base

Sovereign man - No Inflation Friday: Dollarized Panama issues price controls for basic goods
by Simon Black on July 25, 2014 - Prague, Czech Republic

Meno di quattro settimane dopo avere iniziato il suo nuovo lavoro, il presidente di Panama Juan Carlos Varela ha già serie sfide da affrontare: i banche dei supermercati sono vuoti.

E largamente una ferita auto inflitta che era scritto nei fatti sarebbe arrivata. Fresco di vittoria a maggio il presidente-eletto annunciava che uno dei suoi primi ordini sarebbe stato di regolare i prezzi dei prodotti alimentari di base. E ha mantenuto le sue promesse stabilendo subito dei controlli sui prezzi di una pajo di dozzine di robette tipo uova, polli, riso e pane...

E nel giro di un pajo di settimane molti banconi dei grocery si sono svuotati, almeno per gli alimenti soggetti a regolamentazione del prezzo.

Non è come in Venezuela o a Cuba, dove è praticamente impossibile anche solo comprare un rotolo di carta igienica (ma ci sono sempre i dollari! Er), ma è l’ennesima prova che i prezzi imposti danno quasi sempre dei ritorni di fiamma.

La questione principale è perché il governo panamense ha imposto dei prezzi massimi? La risposta è semplice: l’inflazione.

Secondo il governo panamense il prezzo degli alimentari di base è salito del 4,1% da aprile 2013 ad aprile 2014. In soli 5 anni, infatti, i prezzi degli alimentari sono saliti di quasi il 25%. E quando le paghe, gli stipendi sono di poche centinaja di dollari al mese un incremento del 25% dei prezzi degli alimentari fa male davvero.

Ora, l’inflazione non è un fenomeno inusuale in centro America come in un po’ tutti i paesi in via di sviluppo. Ma quello che contraddistingue Panama dagli altri paesi è che il paese è dollarizzato. In tutta la sua storia di 111 anni come nazione sovrana (? Er) Panama non ha mai stampato una moneta sua. I panamensi come i turisti pagano in Dollari USA per beni e servizi in tutta Panama, proprio come si fa a Houston, Jacksonville, o a Las Vegas.

Questo significa che il paese è soggetto a tutti i tiramenti di culo e a tutte le conseguenze delle politiche monetarie USA (beh, perchè il resto del mondo noh? Er), quando la Fed fa apparire dal nulla dei soldi gli effetti negativi sono velocemente esportati a Panama. Il problema è che mentre soffre di tutti i down side dei quantitative easing, Panama in cambio si gode molto poco dei benefici. Dei 3,7 TRIlioni di Dollari (3.700 miliardi) che la Fed ha creato dal nulla negli ultimi 5 anni, zero sono finiti a Panama. Inoltre il governo panamense non ha fuori dalla porta la fila degli stranieri volenterosi di comprarsi il suo debito.

Quindi, per avere il senso reale dell’inflazione sul dollaro USA …. e su dov’è diretta la “Terra dei Liberi” (gli USA, detta “Land of the Free” per chi non lo sapesse, Er) … uno non deve far altro che dare un’occhiata a paesi dollarizzati come Panama.

2 commenti:

  1. Ovviamente la maniera piu` efficace per garantire che le merci spariscano e` di regolamentare i prezzi.
    Della serie Non tutti sanno che: i cittadini italiani possono ottenere facilmente la residenza a Panama grazie ad un trattato di amicizia tra i due paesi.
    Comunque, consiglio l'interessante film The Tailor of Panama (2001) http://www.imdb.com/title/tt0236784/

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  2. Un'altro chiodo sulla bara del keynesianismo statalista.

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