Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

venerdì 13 giugno 2014

Trucco: Perché le miniere di oro ed argento non chiudono?

A chi non l'avessa già visto segnalo un altro bel post di Giuseppe Trucco che prova a spiegare come mai i miners non chiudono o almeno non si registra un calo della produzione di oro e argento visto che a quanto pare i prezzi attuali dei due metalli preziosi sono al di sotto dei costi medi di produzione: direi che si può sintetizzare con un "tira la cinghia e marcia" e con la parola "inerzia" .. o come dice Giuseppe che molti miners sono zombie o morti che camminano se le cose non cambiano presto. Come sappiamo un po' tutte le Companies hanno tagliato quello che potevano, a cominciare dalle spese in ricerca e sviluppo - trovare nuovi giacimenti costa e prima che entrino in produzione rischi di essere già fallito - ma per quanto possono tirare a capare? E quando non avranno nuove vene/miniere pronte per rimpiazzare quelle esaurite perchè hanno risparmiato nelle ricerce?






Il prezzo dell’oro e dell’argento si mantiene, ormai da parecchi mesi, al di sotto del costo medio di produzione (quello totale, il cosiddetto all-in cost, non le “spese vive” dette anche cash cost). Dal momento però che il costo vivo di produzione è pur sempre inferiore, per la maggioranza delle miniere, al prezzo, molte miniere continuano a produrre in perdita (un po’ come alcune aziende italiane), anche per non dover licenziare tutto il personale che poi sarà difficile ri-reclutare in futuro (lo spiegavo più diffusamente qui e viene spiegato ancor meglio su questo articolo di Seeking Alpha qui) e poi perché non è che chiudere una miniera permetta di ammortizzare meglio i costi già sostenuti che non tenendola aperta in perdita.

E vi ricordo che i costi che si devono sostenere prima di produrre la prima oncia di oro o argento sono immensi il più delle volte, e ci vogliono molti anni per arrivare a questo traguardo: non deve stupire dunque se, arrivati al traguardo, piene di debiti o comunque costi da ammortizzare, le miniere continuino a produrre anche se in perdita. Prova ne sia che se confrontiamo il costo totale di produzione (1300$ l’oncia secondo il consensus degli analisti) con il costo “vivo” (700$ l’oncia la media delle major aurifere) osserviamo che il primo è quasi pari al doppio del secondo! Ed è così che la produzione globale, tutto sommato, non cala quanto ci si aspetterebbe (anzi per adesso non è calata affatto!), anche grazie al lavoro di queste numerose miniere zombie (sono circa la metà del totale, ovvero quelle nel terzo e quarto quartile dei costi di produzione), che provocano perdite nei bilanci di quasi tutte le compagnie del settore, ma continuano a produrre. Questo mentre invece l’attività volta ad esplorare e definire nuove riserve invece viene falcidiata, creando così le premesse per una violenta inversione del ciclo, ma non tra poche settimane, forse tra qualche anno. E questo non è esattamente una novità, il settore minerario funziona grosso modo così da sempre.

Avevo sottovalutato quanto potesse durare questa fase di depressione senza che un gran numero di miniere iniziasse a chiudere i battenti, quando scrissi l’ultima volta in proposito di miniere che chiudevano. Ero persuaso che soltanto l’oro (di cui la nuova produzione annua incide per circa il 2% soltanto) potesse continuare a restare sotto il costo marginale di produzione ma non anche l’argento ed i platinoidi. Invece, mentre in effetti i platinoidi sono saliti di prezzo, l’argento continua ad accusare il colpo. Quel che mi appare più incredibile è come la produzione mondiale di fatto sia rimasta in crescita nell’ultimo anno sui livelli massimi storici. In parte mi spiego questo trend con il fatto che il maggior produttore mondiale di oro, la Cina, in realtà potrebbe continuare a far lavorare a pieno ritmo le sue miniere (possedute per lo più da società controllate dallo stato), senza stare a preoccuparsi della convenienza economica immediata

Ma mentre in Cina la produzione non da segni di ridursi, altrove si assiste già ai primi segni di cedimento. Stavolta con anche i nomi di alcune major in prima fila. Il maggior produttore mondiale Barrick Gold prevede che nel 2014 produrrà 6-6,5 milioni di once d’oro contro le 7,2 milioni del 2013 ad esempio.... e leggete tutti gli esempi che cita Giovanni sul suo sito.
Solo una puntualizzazione (repetita juvant): quando Trucco parla di 1300 dollari l'oncia per estrarre l'oro si riferisce avviamente ad una media, il che vuol dire che la miniera X del tal miner potrà avere dei costi ben più bassi mentre un'altra dei costi più alti, troppo alti. I minerali poi si trovano in natura associati nelle maniere più varie (anche se alcune sono più tipiche a seconda del tipo e orgine della roccia-matrice) e quindi una miniera di diversi minerali potrà avere più margine di sopravvivenza avendo più filiere e più prodotti da gestire e vendere. Insomma, è una realtà moooolto variegata e piena di incognite da valutare quella dei miners

L'idea che mi sono fatto leggento il post di Giovanni è che aspetterò il giorno in cui si potrà essere abbastanza certi della ripresa del bull market dei metalli preziosi per puntare le mie fiches sui miners. Come sappiamo durante un bull market i miners possono arrivare a fare straordinariamente meglio dei già ottimi metalli retrostanti e sarebbe piuttosto stupido non prepararsi a giocare anche questa partita. Per questo intendo cominciare a studiare un po' il settore e ho in mente di cominciare a fare dei post di analisi sui singoli miners prossimamente ...

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