Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

mercoledì 4 giugno 2014

L'Equador "presta" più della metà del suo oro di riserva a Goldman Sachs

Condor Mine Ecuador
Liberty BlitzKrieg - Ecuador to Transfer More Than Half its Gold Reserves to Goldman Sachs in Exchange for “Liquidity”
Michael Krieger | Posted Monday Jun 2, 2014 at 10:46 am

Questo è un esempio perfetto di come funziona il gioco. In un mondo in cui ogni governo sulla faccia della terra ha bisogno di “liquidità” e lo scopo primario di ogni governo è ed è sempre stato la sopravvivenza (restare al potere arbitrariamente a tutti i costi) chi ti può dare liquidità è sempre quello che comanda. Ma cos’è sta benedetta liquidità e chi è che la può fornire?

Nell’attuale sistema finanziario (post Bretton Woods) il motore principale della liquidità globale sono generalmente il Dollaro USA e asset basati sul dollaro grazie al suo status di valuta di riserva. Da quando Nixon ha fatto default sul supporto aurifero al Dollaro nel 1971 la creazione di “liquidità” non ha avuto restrizioni di sorta ed è basata meramente su desideri e volontà dei pianificatori centrali (leggasi FED). Come creatrice primaria della liquidità che ogni governo necessita per sopravvivere, la Federal Reserve [che, per inciso, è federale come la Federal Express. Er] è quindi il più potente pianificatore a livello globale e non solo economicamente ma anche nelle questioni geopolitiche.

L’esempio di oggi è quello della cosi detta nazione sovrana dell’Equador, che sta mettendo nelle mani di Goldman Sachs le sue riserve aurifere in cambio di “liquidità” che può essere creata a tiramento di culo e a costo zero da parte della FED: ecco come funziona il mondo oggi (leggetevi il mio post Why Fiat Money is Immoral).

Da Bloomberg:
L'Ecuador, il cui governo è in cerca di liquidità, ha concordato di trasferire più della metà delle sue riserve auree a Goldman Sachs Group Inc. per tre anni.

La Banca Centrale dell’Equador ha reso noto che spedirà 466.000 once d’oro a Goldman Sachs, per un valore di circa 580 milioni di dollari ai prezzi attuali, a patto di vedersi restituire l’intero ammontare fra tre anni da ora. In cambio l’Equador riceverà “instruments of high security and liquidity” e si aspetta di guadagnare fra i 16 e i 20 milioni di dollari durante il periodo dell’accordo.

L’oro non generava profitti nelle nostre vaults e ci causava anzi delle spese di immagazzinamento. Ora diventa un asset produttivo e che genererà dei profitti,” ha reso noto la Banca Centrale in uno statement. “Questi interventi nel mercato dell’oro rappresentano l’inizio di una nuova strategia permanente di partecipazione attiva da parte della banca centrale in operazioni finanziarie di vendita e acquisto che contribuiranno alla creazione di nuove opportunità di investimento finanziario.”
E questo non è il primo paese del Sud America di cui sentiamo parlare che spedisce le sue riserve d’oro a Goldman. Vi ricordo il mio post dell’anno scorso: Is Venezuela Selling Gold to Goldman Sachs?

Quest’oro finirà dritto dritto in Cina o in Russia. In bocca al lupo per la restituzione, amigos. Chiedete alla Germania.

Michael Krieger



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