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sabato 31 maggio 2014

L'Exchange di Shanghai si vuole internazionalizzare e diventare un vero hub al pari di quelli di Londra e New York

Reuters - With London "fix" under fire, China seeks bigger sway in gold trade
New exchange plans physical contracts initially, then derivatives
By A. Ananthalakshmi - Mon May 26, 2014

Singapore, 27 Maggio (Reuters) – Fonti non rivelate fanno sapere che la Cina avrebbe approcciato alcune banche straniere e alcuni produttori d’oro per sondare il terreno sulla loro possibile partecipazione ad un exchange globale di oro con sede a Shanghai che potrebbe dare più peso ai maggiori produttori e consumatori d’oro sul pricing del metallo.

Lo Shanghai Gold Exchange (SGE) ha ricevuto il via libera da parte della banca centrale la settimana scorsa sul lancio di una piattaforma di trading globale con sede nella zona pilota di free trade della città, una mossa che potrebbe sfidare il dominio di Londra e New York sul commercio e sul pricing dell’oro.

I piani di Beijing (Pechino) di aprire una simile linea di trading in oro si manifestano proprio mentre lo storico benchmark londinese e il suo processo di stabilimento sono sotto pressione. La settimana scorsa Barclays Plc è diventata la prima banca ad essere colpita da una multa per i suoi tentativi di manipolazione del quasi centenario benchmark mondiale, il fixing giornaliero londinese del prezzo dell’oro.



L’SGE – un’entità supportata dallo stato cinese – ha chiesto a bullion banks come HSBC, Australia & New Zealand Banking Group, Standard Bank, Standard Chartered e Bank of Nova Scotia di prendere parte nella sua nuova piattaforma di trading globale secondo due fonti anonime diverse. L’SGE – il più grosso exchange mondiale di oro fisico – in cui banche, compagnie minerarie e retailers cinesi comprano e vendono oro, potrebbe aprire anche una piattaforma internazionale per brokerages stranieri produttori d’oro.

La Cina vuole avere più voce sui prezzi dell’oro” ha detto Jiang Shu, un analista della Industrial Bank, una delle 12 banche che hanno il permesso di importare oro in Cina. “l’international exchange è il primo passo verso la capacità di dire la propria sul pricing dell’oro”. “Se non permetti agli stranieri di partecipare attivamente al tuo mercato o non spingi le istituzioni finanziarie cinesi a partecipare al mercato internazionale allora la forte domanda cinese resta solo un numero, non un potere”.

HSBC e Standard Bank non hanno volute commentare mentre le altre banche e l’SGE stesso non sono state ancore a disposizione per un loro commento.

La piattaforma globale inizialmente ospiterà solo dei contratti fisici a spot in oro e altri metalli preziosi ma l’obiettivo vero è arrivare al lancio di derivati, ha fatto sapere una terza fonte che è direttamente impegnata nel lancio dell’exchange internazionale. “Non stiamo solo incoraggiando solo delle banche straniere ma anche produttori e altre entità” ha aggiunto la fonte.

La Cina – il più grosso compratore di materiali grezzi, dal rame al carbone – sta spingendo parecchio per arrivare a stabilire il pricing di riferimento, i nuovi benchmark per una quantità di commodities e l’oro, insieme al petrolio, potrebbe essere fra i primi ad essere aperto ai giocatori stranieri. La zona di free trade di Shanghai è destinata a vedere il trading internazionale energetico come sede dei primi futures su petrolio del paese.

LA VOCE DELL’ASIA

L’exchange di Shanghai sta per lanciare tre contratti su oro fisico denominati in Yuan Renminbi, uno da 100 grammi, uno da un Kilo e il più grosso, sullo stile dello standard “good delivery” londinese su lingotti veri e propri da 12,5 kili, ha fatto sapere un’altra fonte che ha ricevuto una bozza di prospetto dall’SGE. Sono in discussione anche le specifiche di contratti in argento, platino e palladio anche se le fonti hanno detto che le specifiche e i partecipanti non sono ancora stati precisati. Ci si attende che l’exchange farà partire i contratti nel quarto trimestre del 2014.

Anche se la Cina sta cercando di adescare i giocatori stranieri l’exchange avrà prima bisogno che lo Yuan diventi pienamente convertibile e che ci sia abbastanza liquidità sull’exchange stesso prima che si possa considerare che diventi operativa alla pari dei maggiori hub tradizionali.

Al momento il “fix” londinese dell’oro [To Fix in inglese vuol dire fissare ma anche riparare, aggiustare, forse per questo nei testi anglosassoni spesso, recentemente, la parola è ultimamente virgolettata visto che “aggiustare” ricorda anche “manipolare”. Er] è il benchmark per i prezzi spot mentre il benchmark per i prezzi futuri sono i contratti futures del COMEX di New York. Ci si attende che i prezzi dell’SGE siano più influenzati dalla domanda cinese come ora si riflette in premium o sconti sui prezzi spot.

Negli ultimi mesi la ICBC cinese, insieme col suo target di acquisizione della Standard Bank, ha mostrato interesse nel comprare il seggio di Deutsche Bank nel London gold fix ma non pare essere più interessata secondo le informazioni raccolte da Reuters precedentemente.

Anche se la domanda del metallo fisico ha sempre fornito il supporto di fondo ai prezzi dell’oro, è il trading speculativo che per lo più governa i prezzi. Con le spinte cinesi per la nascita di un proprio exchange internazionale la domanda del metallo fisico potrebbe iniziare ad avere un’influenza maggiore.

La Cina ha superato l’India, l’anno scorso, come più grosso importatore d’oro al mondo e la domanda di giojelleria e per investimento è stata più grosse dell’anno precedente di ben un terzo sino appunto alle 1.065,8 tonnellate d’oro del 2013. Tutto questo flusso d’oro ha reso l’SGE il più grosso Exchange di metallo fisico con un turnover di 10.000 tonnellate per i suoi contratti a consegna immediata o differita, secondo Thomson Reuters GFMS.

Lo Shanghai Futures Exchange ha i secondo contratto futures in oro al mondo anche se è attualmente largamente limitato al mercato domestico, con un volume di 41.176 tonnellate l’anno scorso, ancora ben indietro rispetto alle 147.083 tonnellate del COMEX [qui si parla di carta, non di metallo fisico, visto che a livello planetario la produzione annuale è sulle 2.800 tonnellate. Er].

Il board internazionale dell’SGE e quello attualmente esistente domestico potrebbero essere fusi quando lo Yuan diventerà pienamente convertibile – ha detto Albert Cheng, managing director del World Gold Council per la regione estremo oriente. “Diventerebbe un Exchange estremamente importante a livello planetario e Shanghai diventerebbe davvero uno dei tre centri internazionali dell’oro insieme a New York e Londra. Senza dubbio la partecipazione al mercato internazionale è l’obiettivo principale dell’SGE e della attuale amministrazione.”

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