Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

martedì 20 maggio 2014

Bagnai: Quelli che "se usciamo dall'euro ci sarà la corsa agli sportelli"

Vi segnalo un imperdibile, breve e incisivo post di Bagnai riportato dagli ottimi selezionatori di articoli di Come Don Chisciotte a cui rimando per i link nell'articolo.

di Alberto Bagnai | 19 maggio 2014

Siamo al redde rationem.

Mentre gli oligarchi, quelli per i quali i suicidi provocati dalla crisi sono “l’emersione di una contraddizione tale da aprire la strada a un progetto costituente europeo”, se ne stanno ben rinchiusi e defilati nei loro bunker, nelle strade, casa per casa, lotta un’improbabile armata Brancaleone di bambini soldato, mandati allo sbaraglio con argomenti tanto insulsi quanto terroristici. Fra questi, come spesso accade, il più convincente ad occhi inesperti è anche il più ridicolo agli occhi del professionista. Ma se il pubblico non coglie immediatamente il ridicolo, la colpa non è certo sua: la colpa è di un sistema dell’informazione volto da trent’anni a distorcere i più elementari fatti economici. Per ripristinare un minimo di buon senso, però, basta poco, come spero di chiarirvi se avrete la pazienza di leggermi.

Dunque: li avete mai sentiti quelli che raccontano che se si uscisse la nuova lira si svaluterebbe, e quindi, nell’imminenza di questa prospettiva, ci sarebbe una fuga di capitali all’estero, preceduta da una corsa agli sportelli (che gli espertoni chiamano bank run)? La conclusione dei nostri economisti improvvisati è che privando di liquidità il sistema economico italiano, questo fenomeno condurrebbe rapidamente l’Italia al collasso.

Ora, questo argomento è infondato per un semplice motivo: chi aveva soldi da portare all’estero lo ha già fatto, e ha fatto bene, per il semplice fatto che l’euro a 1.37 (diciamo 1.4, arrotondando) sul dollaro è troppo alto, come anche Prodi autorevolmente ci ha ricordato, il che apre la strada a due soluzioni: o l’euro si svaluta, o crolla sotto il proprio pesoLa perdita da svalutazione quindi, da qui ai prossimi due anni, ci dovrà essere in ogni caso

Anch’io, che di soldi ne ho pochi, li ho portati all’estero, [notizia! Alleluja, era da mo che me lo domandavo che ci faceva lui coi suoi risparmi. Er] in modo del tutto legale, investendoli in un fondo dove ho pesato opportunamente dollaro e mercati emergenti, evitando l’Europa (il che non significa escluderla, perché non si devono mai mettere tutte le uova in un solo paniere, ed è sempre bene comprare “basso” per vendere “alto”). Punto. Chi ha senno fa così e lo ha già fatto (come credo abbiano fatto tutti quelli che mi leggono), perché non ha comunque senso investire in un continente che si sta suicidando e va da un rimbalzo del gatto morto al successivo. Se ti vuoi proteggere da una svalutazione, devi investire nella valuta rispetto alla quale sei rivalutato (cioè il dollaro) e se vuoi rendimenti devi investire in economie che crescono (Usa e emergenti). [apro una parente, come diceva Grucho di Dylan Dog: aver comprato e comprare argento ora non è un po' fare la stessa cosa e cioè approfittare dell'ipervalutazione dell'euro? Er]

La morale della favola è che agli intervistatori che con aria sapiente (“Eh, ora ti metto io in difficoltà!”) mi chiedono: “Ma lei cosa farebbe?”, io rispondo: “Niente, perché ho già fatto quello che c’è da fare. Lei no? Mi dispiace.”

Dirò di più. Il rischio di svalutazione drastica, e in generale il “rischio paese” dell’Europa, è molto più remoto in caso di dissoluzione che in caso di mantenimento dell’euro. Paradosso? No, logica. 

Il nostro principale concorrente è e resta la Germania. Ora, se noi ci sganciamo da lei, solo un fesso patentato può pensare che la Bundesbank lasci cadere la nuova lira del 20% in una notte, non solo perché non è mai successo, ma anche perché far cadere del 20% la nuova lira significa alzare del 20% l’asticella della Germania, che ora è per lei convenientemente bassa, come affermano tedeschi tanto diversi quanto Hans-Olaf Henkel e Ska Keller. Germania e Italia hanno una struttura di vantaggi comparati molto simile e competono sugli stessi mercati terzi. Se noi ci sganciassimo dall’euro, sarebbe interesse della Germania non calcare troppo la mano e sostenere il nostro cambio, per non perdere importanti quote di mercato. 

D’altra parte, stando dentro lo “stabile” euro, ci è già successo di sperimentare svalutazioni contro dollaro del 20% pressoché istantanee. Guardate un po’ cos’è successo nel 2008, ad esempio:


Qualcuno ricorda fughe agli sportelli, inflazione al 20%, e altre amenità simili? I problemi erano, e sono, ben altri.

Mi preme anche farvi notare che se l’euro non scompare, l’unico modo per “risanare” le finanze pubbliche, devastate dal proprio generoso quanto vano tentativo di salvare la finanza privata, sarà quello di “ristrutturare” il debito pubblico. Gentile eufemismo per il più esplicito: dare il pacco ai creditori. Ora: con un haircut poniamo del 20% il creditore da un giorno all’altro si vede restituire il 20% in meno, ma il debitore non riallinea il proprio cambio e quindi, non recuperando competitività, non riesce nemmeno a restituire il restante 80% (è più o meno quello che sta succedendo in Grecia, se avete presente). Con una svalutazione del 20%, il creditore vede sì il 20% in meno, ma il debitore recupera competitività, cresce, e il restante 80% è in grado di restituirlo. Questa è logica. Dentro l’euro quindi c’è più rischio, per i creditori (buon motivo per sottopesare l’Eurozona nei portafogli). 

E allora perché tutti lo difendono? Ma è semplice: perché il Nord, come da prassi, vuole stravincere. I creditori del Nord sanno che il 20% (o più) è comunque perso, in un modo o nell’altro, ma elaborare questo lutto diventa più facile se pensi che comunque sei riuscito a mantenere i tuoi debitori in una posizione di inferiorità competitiva (impedendo alla tua valuta di rivalutarsi).

Giova ricordare che sarà anche vero che noi italiani ultimamente non abbiamo vinto nessuna guerra, ma i tedeschi in compenso le hanno perse tutte. La storia si sta ripetendo.

Permettetemi di concludere con la madre di tutte le dilettantesche scemenze: l’idea spesso espressa da economisti improvvisati secondo cui la famosa svalutazione del 50% (che non sarebbe tale perché i partner lo impedirebbero, come ho detto sopra) abbatterebbe del 50% in una notte (che non sarebbe una notte perché i riallineamenti anche ampi normalmente prendono almeno un anno) i nostri risparmi.

Scusate, ma i risparmi a cosa servono? In sintesi, a tirare a campare quando si smette di lavorare, no? Ora, io mi chiedo: ma voi, che oggi fate la spesa sotto casa, a 65 anni prenderete ogni giorno l’aereo per farla a Manhattan? Così, per sapere… I cialtroni terroristi sistematicamente confondono il valore esterno della moneta (il suo tasso di cambio) con quello interno (il suo potere di acquisto)

Se l’euro si svalutasse del 50%, significherebbe (a spanna) che un dollaro costerebbe del 50% in più. Ma voi il latte sotto casa lo comprate in dollari? L’obiezione (ridicola) è: “Ma le materie prime si comprano in dollari!”. Ma ragazzi: il costo delle materie prime è solo una parte del costo finale del prodotto, le strategie di prezzo delle imprese sono orientate a comprimere i margini in caso di svalutazione per evitare di perdere quote di mercato, ecc. ecc. 

La morale della favola è che gli studi più recenti ci dicono che nei paesi europei una svalutazione si trasferisce sull’indice dei prezzi al consumo per circa il 23% nel lungo periodo. Quindi anche una svalutazione del 50%, del tutto improbabile, farebbe aumentare l’indice dei prezzi al consumo al massimo del 0.5×0.23=11.5% distribuito su più di un anno. Il che significa, in buona sostanza, che anche in questo scenario catastrofico l’incremento del tasso di inflazione su base annua sarebbe al massimo di 6 punti, sempre nell’ipotesi che il governo non attui contromisure, come, ad esempio, ridurre le accise sulla benzina messe da Monti, guarda un po’, per difendere l’euro. 

Se invece la svalutazione fosse di un più realistico 20%, come fra 1992 e 1993, l’impatto sull’inflazione in base annua sarebbe di due punti, [solo del 2%!?]. Proprio quei due punti in più di inflazione che il buon Stefano Fassina chiede alla BCE di provocare… per difendere l’euro!

Ehi, amici, come devo dirvelo? Se tanto svaluteremo dentro o fuori dall’euro, se per difendere l’euro sarebbe opportuno che la BCE provocasse un’inflazione analoga a quella che ci aspetta se ne usciamo, e se per difendere l’euro dobbiamo mettere nuove imposte sulla casa e nuove accise (e in Italia un’accisa è per sempre), mi spiegate a cosa ci serve restare dentro l’euro? A sentirci bravi come i tedeschi? Se avete un complesso di inferiorità parlatene con uno psicanalista: farete felici il vostro (o la vostra) partner. Un economista, se non è un cialtrone, non vi dirà niente di diverso da quanto trovate scritto qui.

Alberto Bagnai

7 commenti:

  1. IdeaTrading - E’ ufficiale, il M5S è il primo partito

    Se non da domenica, di sicuro dalle prossime elezioni. La riprova? Non dai sondaggi solitamente taroccati ad uso e consumo di un partito piuttosto che un altro, ma semplicemente provato sulla mia pelle. Se solo si accenna al voto al M5S sui principali forum si viene bannati a vita.

    Ora lasciando perdere questi insignificanti dettagli, anche se fanno da cartina di tornasole a quanto scritto nel titolo, passerei alle ripercussioni che una probabile affermazione del Movimento di Grillo avrà sull’indice di borsa nostrano.

    Non è difficile prevedere, visto le proposte del Movimento, un generale senso di smarrimento e di paura, anzi terrore, da parte delle istituzioni (sistema bancario compreso).

    E’ ipotizzabile dunque, qualora il risultato delle prossime europee vedesse il M5S come primo partito, che entro breve si vada anche a nuove elezioni politiche.

    In questo scenario temo che nell’immediato le reazioni saranno brusche a livello di indice e nel breve periodo potremmo assistere ad un fuggi fuggi da Piazza Affari con l’indice che potrebbe perdere parecchio (anche un -30% direi dai massimi di aprile). Ma se arrivasse al governo il M5S (ovvio da solo senza alleanze) nel medio/lungo periodo vedendo i primi risultati, dall’estero tornerebbero a comprare a mani basse riportando l’indice assi più alto di adesso.

    Ovviamente io faccio il tifo per questo scenario e nel frattempo voto M5S.

    p.s. qui non mi può bannare nessuno perchè il blog è mio e lo gestisco io. :-)

    Pubblicato da Angelo Meschi

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  2. Cardenà non ha fiducia nelle capacità di nessun polito italiano e crede che un'uscita dall'euro la subiremmo sempre e comunque, però ...

    Vincitori e Vinti - COSA SUCCEDEREBBE AI RISPARMI IN CASO DI USCITA DALL'EURO

    ... esistono molti precedenti storici relativi a dissoluzioni di unioni monetarie che dicono che, verosimilmente , la moneta che si sgancia da una unione monetaria (o dalla moneta a cui era agganciata), tenderebbe a svalutarsi di un livello simile al differenziale di inflazione cumulato durante il periodo di vigenza dell'unione. Quindi, ipotizzando che il differenziale di inflazione accumulato con la Germania sia di circa il 20%, è del tutto plausibile che potrebbe essere questo il livello di svalutazione della nuova lira rispetto al marco, o poco più.

    Andrebbe anche osservato che l'interesse della Germania non è quello di affossare il cambio della nuova lira rispetto a quel che rimarrebbe dell'euro (ben poco credo) o rispetto al nuovo marco; se non altro perché, questo, oltre a mettere in serie difficoltà il comparto bancario tedesco esposto nei confronti del debito italiano, consentirebbe all'Italia di guadagnare consistenti quote di mercato sottraendole alla stessa Germania. Quindi non sarebbe affatto remota la possibilità che la Germania compri carta (lira) italiana, sostenendo sia il cambio che il valore dei titoli di Stato. Questo consentirebbe anche alle banche tedesche esposte sul debito italiano di assorbire progressivamente lo shock che eventualmente ne deriverebbe. Pertanto credo che sia interesse della Germania evitare che la lira svaluti di molto e in modo violento.....

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    1. ancora più pragmatico di Bagnai nel suo articolo:

      ... Prendiamo il risparmio, ad esempio. Se oggi dispongo di 100.000 euro in un conto deposito in italia, domani avrò 100.000 lire sullo stesso conto deposito, che, ipotizzando una svalutazione del 20% rispetto al nuovo marco (ma non è detto), consentono di acquistare 80 mila marchi. Il punto è: per che cosa mi occorrono i marchi? Qual'è l'utilizzo che ne debbo fare? Se dovessero occorrermi per acquistare una casa in Germania del valore di 100 mila marchi e che magari prima avrei potuto comprare a 100 mila euro ( gli stessi che io avevo sul c/c) allora, in questo caso, subirei una svalutazione del mio risparmio del 20%, o di un livello in perfetta sintonia alla svalutazione che la nuova lira subirebbe nei confronti del nuovo marco. Così come la subirei nel caso dovessi recarmi in Germania per motivi di lavoro, vacanza o studio, spendendo marchi in Germania, che dovrebbero essere acquistati con una lira svalutata.

      Ma se io non avessi questo tipo di esigenze (cioè l'esigenza di comprare una casa in Germania o trasferirmi per vacanza, studio o lavoro) e la mia esistenza si svolgesse in Italia così come le mie spese, la svalutazione rispetto al marco che deriverebbe da un ritorno alle valute nazionali, non mi colpirebbe affatto e sarebbe un fattore del tutto marginale.

      Specularmente, in caso di dissoluzione dell'euro e ritorno alle valute nazionali, è verosimile (certo) che la nuova lira si rivaluterebbe molto rispetto alla nuova dracma, magari del 20-25%, o forse più. Quindi, se io dovessi acquistare una casa in Grecia che prima mi sarebbe costata 100.000 euro (gli stessi che avevo in deposito sul conto corrente italiano), con la nuova lira (rivalutata del 20-25%) potrei comprarmi quella casa e anche un pezzo di una seconda casa, sempre che ne abbia bisogno. Oppure una casa più grande e di maggior valore. Discorso analogo si può osservare se dovessi recarmi in Grecia per vacanza o lavoro, perché è chiaro che acquisterei dracme ad un cambio per me più favorevole in conseguenza del fatto che la mia lira si è rivalutata rispetto alla Dracma. .....

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  3. ah! Johnny Cloaca ha tradotto un ottimo post di Zero Hedge sul fatto che ...

    Freedonia - Il capo della Banca Centrale Europea mente spudoratamente: Il Piano Z

    Read more: http://johnnycloaca.blogspot.com/2014/05/il-capo-della-banca-centrale-europea.html#ixzz32Cr681E7

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  4. Capitan Scigua20 maggio 2014 14:42

    continua a sfuggirmi il valore aggiunto di bagnai

    aggiungo che, chiunque dichiari di poter prevedere (con notevole precisione, sembra) l'esito di un evento come l'uscita dell'Italia dall'Euro, e cioè un cigno nero di notevole dimensione in un sistema complesso, solo parzialmente conosciuto, non lineare, dinamico, enorme, e a retroazione multipla, nonché sempre più instabile e non-sostenibile,

    mi sembra solo lo Sgarbi della situazione.

    cui prodest?

    resta da dire che mandare afanculo euro e banchieri si deve,
    ma per una semplice ragione,
    e a prescindere dal costo da pagare

    perché siamo uomini (e donne) liberi
    o no?

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  5. basta essere metallari e l'eventuale uscita con conseguente svalutazione non preoccupa; nel caso si ritorni alla lira ci guadagni un botto, se invece cerchi valuta pregiata, vai a cambiarlo in nord europa ..... liscio e semplice!

    LongaManus

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