Ovvero: Pararsi un po' il cul* in questo pazzo pazzo mondo di carte filigranate, iperfinanza globalizzata e picco delle risorse

sabato 31 marzo 2012

Ma quant'è un Trilione di Dollari?



Un Trilione è il doppio di quanto speso nel New Deal, 10 volte il piano Marshal (senza contare l'inflazione!) ...

Per intenderci, un Trilione di dollari, 1000 miliardi, equivalgono al momento a ... meno dei 2 LTRO della BCE di Draghi di dicembre e gennaio, che se ricordo bene sono stati più di un Trilione di euro all'1% di interesse ...

Beh, che c'è? C'è che Zero Hedge ha appena dato la notizia che il MediCare di Obama creerebbe nei prossimi anni un buco aggiuntivo di 17 Trilioni di dollari nel bilancio US: "Two years ago, when introducing then promptly enacting Obamacare, the president stated that healthcare law reform would not cost a penny over $1 trillion ($900 billion to be precise), and that it would not add ‘one dime’ to the debt. It appears that this estimate may have been slightly optimistic… by a factor of 1700%."

giovedì 29 marzo 2012

Er Monnezza's Fantargento Charts (Volume 1)

Ooooo, ecco, mi sono divertito a fare un po' di forecast, un po' di previsioni.. da un punto di vista grafico. Chiaramente siamo a livello di gioco... ma forse neanche così tanto!

Ho preso la chart degli ultimi anni e l'ho prolungata nel tempo e ho fatto un'ipotesi draconiana quanto approssimativa. Mi rendo ben conto che la storia si ripete, si, ma spesso con simpatiche varianti e tempistiche diverse. Sappiamo bene che i periodi di QE1 e QE2 hanno influenzato e non poco l'andamento delle chart del prezzo dei metalli monetari (da adesso li chiamo così, anche se nessun paese ha davvero uno standard di questo tipo...) così come i crolli del 2008 non sono analizzabili senza ricordare il fallimento Lehman Bros e tuttecose. 

Ciò detto ecco il metodo che ho usato per fare queste ipotesi di sviluppo del prezzo: semplicemente dico che un pajo di "massimi" di qualche anno fa siano corrispondenti ad analoghi (scelta puramente arbitraria mia!) massimi recenti (a mia completissima discrezione!). Ho poi visto come sono andate le cose nell'annetto o due successivi ai crolli del 2008 ed ho riportato grosso modo gli stessi andamenti di prezzo/tempo nel prossimo futuro in corrispondeza degli analoghi ponti (arbitrariamente "identificati"). 
Ho poi fatto due chart diverse secondo due ipotesi diverse: 

HP 1) che stiamo navigando sui minimi da un 6 mesi a questa parte 
HP 2) che i minimi, 2008's style, debbano ancora arrivare. 

Ecco che è uscito (cliccando sulle immagini le potrete vedere ingradite):

HP 1)

HP 2)

Che ne dite? Quale vi convice di più? Potete votare la chart più probabile secondo voi nel nuovo sondaggio quì a lato!

PS Aggiungerò la chart "vergine" con lo spazio per disegnarci le righine che volete voi nei prossimi 2 anni alla casella dropbox, così i donatori potranno, se gli va, dilettarsi a loro volta con le loro fantargento charts. Basterà aprire l'immagine con paint e disegnare delle righe per l'andamento futuro dei prezzi da voi ipotizzato.

Eurispes: sommerso 2011 a 540 miliardi di euro, un terzo del PIL

29 marzo 2012

Fine modulo
ROMA - L'Eurispes stima che l'economia sommersa in Italia nel 2010 abbia generato almeno 529 miliardi di euro e per il 2011 il volume stimato del sommerso e' di 540 miliardi, pari a circa il 35% del Pil ufficiale.
E' quanto emerge dal rapporto 'L'Italia in nero' di Eurispes e Istituto San Pio V.

Sarebbe interessante sapere quando di questo sommerso sono mafie (droga, prostituzione...) e quanto lavoro e commercio nero.

mercoledì 28 marzo 2012

S24O: Imprenditore edile si da fuoco davanti all'AdE di Bologna

c'è sempre meno da scherzare:

di Deborah Dirani - 28 marzo 2012

Si è dato fuoco davanti all'Agenzia delle Entrate di Bologna: tre lettere lasciate a terra, una aperta, una alla moglie e una alla commissione tributaria dell'Agenzia in cui faceva riferimento a un ricorso. 
L'uomo, un imprenditore edile di 58 anni, titolare di una impresa di costruzioni in crisi nella provincia di Bologna, non è morto, ma è in condizioni gravissime con ustione sul 100%: il suo corpo è stato mangiato dalle fiamme, non un lembo di pelle è stato risparmiato.

tutto l'articolo sul Sole, cliccando sull'ipertesto del titolo

Mike Maloney: i robot controllano i mercati delle commodities

March 26, 2012

In un articolo pubblicato su Wired Magazine nel dicembre 2010 gli autori parlano di un lessico, un servizio di news finanziarie in real-time in cui il testo viene letto da degli algoritmi e in base a questo vengono regolati gli scambi, gli acquisti e le vendite nei mercati. La storia di Wired nasceva dall’analisi di una serie di flash crashes che avevano fatto drizzare le orecchie a più di un investitore nei riguardi della stabilità degli scambi elettronici. 
Il primo di questi casi si è verificato il 6 maggio 2010, quando il Dow Jones Industrial Average (DJIA) crollò di 573 punti nel giro di pochi minuti. Meno di 5 mesi dopo la Progress Energy, una utility dell’energia, cadde del 10% nel suo valore di mercato prima di riprendersi. 
Come dicono gli autori di Wired nel loro articolo:

“Che sia un bene o un male, i computer ormai hanno il controllo.”

In un documento pubblicato il 20 marzo da Bicchetti e Maystre intitolato “The synchronized and long-lasting structural change on commodity markets: evidence from high frequency data”, gli autori mostrano come dal 1997 e sino al 2008 “non c’è nessuna correlazione di distanziazione dallo zero fra il mercato delle equities e le sei commodities più comunemente scambiate nei mercati.

Questo significa che storicamente non c’è nessuna relazione – o correlazione zero (r2) – fra il costo di un bushel di mais e il prezzo dello S&P 500.

Ora, questo è stato vero sino al secondo trimestre del 2008. La correlazione si scosta dallo zero e diventa fortemente positiva dopo il collasso della Lehman Brothers.”

Coloro che fanno andare questo high frequency trading (HFT), questo scambi ad alta frequenza hanno anticipato la re-inflazione monetaria come risposta al collasso deflazionario. Per ogni nuova unità di valuta creata i fund manager sapevano che ci sarebbero voluti più dollari sempre più deboli per comprare lo stesso asset. Che l’asset fosse il mais o il brent o delle shares di un qualsiasi business (equities), loro sapevano che che non avrebbe avuto importanza in termini di correlazione.

Lo studio, che è arrivato sino al 2011, ha scoperto che tutte e sei le commodities più liquide, il petrolio crude, i semi di soja, il grano, il mais e le mucche vive (!) si sono mosse in simultanea con i movimenti dello S&P500 e anche al tasso di cambio fra euro e dollaro.

 
 
Ecco un esempio recentissimo, il 25-26 marzo l’argento ha seguito l’andamento dell’euro (linea verde) e quindi dello stock market
Ci teniamo a far notare ai lettori che i metalli monetari non vengono più scambiati in base a supply & demand, domanda e offerta. Sembra invece che se ne sbattano altamente dei fondamentali e il loro prezzo non faccia altro che scimmiottare i movimenti generali del mercato. Per ora. Questa correlazione non potrà andare avanti indefinitamente nel tempo e quando succederà che le chart torneranno a correlarsi coi fondamentali questo darà una grossa opportunità di profitto dalla voracità repressa del vero meccanismo di scoperta del prezzo.

I potenti computers sono capaci di leggere le azioni di computer loro competitori e hanno alle volte dato luogo a “discussioni” piuttosto confuse da una prospettiva umana. Questi momenti si manifestano ai nostri occhi sotto la forma di un “flash crash”, un crash istantaneo. I computer mandano quantità massicci di ordini all’exchange e gli exchange (tipo il Comex di N.Y.) non sono capaci di stargli dietro.

Ritornando all’argento, ecco un bell’esempio. Il 20 marzo scorso il mercato dell’argento di carta è stato sbattuto giù al ritmo di 75.000 colpi al secondo! 
La Nanex è riuscita a catturare questo codice maligno in azione:


L’area rossa è dove bids e offers si sono si sono incrociate facendo partire il free fall, la caduta libera.

Nei mercati delle commodities di carta, nei mercati dell’oro e dell’argento di carta prometto-che-pagherò come pure nei mercati delle equities gli investitori se ne stanno andando a frotte. Abbiamo dato un’occhiata ai flussi dei mutual funds di febbrajo e ci siamo accorti che gli investitori, nonostante la salita nominale dei prezzi delle equities, se ne sono usciti a frotte da queste arene manipolate dai computer. Dopo solo un mese, dopo che Goldman Sacks ci ha tenuto a informarci che gli stocks erano da comprare di corsa, l’affare di una generazione, le fughe dalle equities continuano e in quest’ultima settimana da sola hanno totalizzato 2,9 miliardi di dollari in una fuga che continua da quattro settimane.

Il fatto che i mercati sono ormai spinti in su e in giù da dei droidi è diventato ben noto ai risparmiatori ed agli investitori seri. Ecco perché se ne stanno andando dal casinò.

Ma la tattica di fare crollare il prezzo dei metalli preziosi con dei flash-crash non riesce a spaventare con la volatilità nessun investitore in oro o argento di carta. Al contrario, per adesso i prezzi del fisico sono decisi dalla promessa-di-consegna di contratti di carta, ma il mercato dei derivati non riuscirà mai a controllare le vere caratteristiche di domanda e offerta dei metalli monetari o delle commodities dell’agricoltura.  

La soppressione del prezzo non fa che offrire una fantastica opportunità di comprare argento e oro a buon prezzo dall’offerta limitata del fisico che c’è e promette di rendere ancora più spettacolare la divergenza prossima ventura.

Coloro che si vogliono proteggere dalle devastazioni di avere la proprio ricchezza immagazzinata in rettangoli di carta replicabili all’infinito cercano degli asset reali.

Che sia petrolio o grano, gli asset reali, o hard assets come sono altrimenti chiamati,  non sono diluibili e sono prezzati in valute che l’ establishment finanziario è determinato a lentamente svalutare. Non è un segreto che i governi, le banche centrali e le istituzioni finanziarie hanno un interessa vestito nel cercare di spaventare la gente e farla scappare dalle sole classi di assets che davvero funzionano per preservare la ricchezza. A questo riguardo vale la pena ricordare il fallimento della MF Global, il più grosso boker degli Stati Uniti di cui abbiamo parlato questo mercoledì in uno dei nostri articoli premium a pagamento.

Il solo consiglio di cui avete bisogno nell’investire in real assets è questo:

“If you can’t hold it, you don’t own it!” “Se non lo puoi tenere in mano, non è tuo!”

Le prostitute spagnole dichiarano sciopero contro i banchieri

By Lee Moran - 27 March 2012

Mentre la Spagna si sta preparando allo sciopero generale per giovedì contro i tagli dell’austerità, le prostitute d’alto borgo, d'alto bordo, le escort per ricconi, le troje per abbienti, le zoccole da soldi ... le prostitute spagnole annunciano che si rifiuteranno di “dormire” con i banchieri finchè non riaprono le linee di credito alle famiglie in disagio finanziario. 
Lo sciopero andrà avanti a tempo indeterminato sino alla riapertura del credito da parte dei banchieri.


martedì 27 marzo 2012

Esclusivo! I nuovi Euro!



S24O: Benzina + 18% in un anno - Istat: inflazione + 2% in un anno?

Mi domando con che faccia ci diranno (non lo so ma me lo immagino) che l'inflazione stà al 2-3 percento, come dicono da anni ... mah!

di Vito Lops - 27 marzo 2012

I prezzi della benzina in Italia hanno avuto nell'ultimo anno il balzo più consistente nel mondo. 

Questo per effetto di un aumento medio superiore al 18% registrato dal costo dei carburanti al distributore su cui la Guardia di finanza ha avviato un'indagine. (a beh, allora! ...)  

Al secondo posto della "classifica nera della benzina" l'Ungheria (aumento superiore al 17%).

Terzo gradino del podio alla Polonia (+14%). 

Mentre la Francia marcia in controtendenza con i costi alla pompa leggermente diminuiti (!?!?) nel confronto a 12 mesi. Ignorando, forse per ragioni elettorali (in primavera ci sono elezioni presidenziali) l'aumento del prezzo del petrolio, volato del 15% nell'ultimo anno con il Brent londinese oltre 125 dollari al barile e il Wti di New York intorno ai 106.

... e l'articolo continua sul Sole, ci arrivate cliccando sul titolo.


Per gli analfabeti di secondo grado:

1) capace di uccidere un majale
2) capace di uccidere una capra
3) capace di uccidere una ripresa economica

Arizonomics - La chart del decennio - Vecchi contro Giovani

27 marzo 2012


Ricchezza media per classi di età (sotto i 35 anni in rosso e sopra i 65 anni in blu). 
Raffronto fra la situazione nel 1984 e nel 2009.

La chart è costruita su dati statunitensi, ma chissà perchè ho idea che valga, grossomodo, per tutti i "paesi sviluppati".

La Cina ci salvera (?!?)

Un po' di "telecronaca", giusto in un'ottica da storico... giusto per farsi qualche (amara) risata fra un un pajo di anni a rileggercela alla luce di come saranno andate davvero le cose ...

27 marzo 2012

1 - HU JINTAO A MONTI: 'DIRO' ALLE AZIENDE CINESI DI INVESTIRE IN ITALIA'

Radiocor - 'Suggerirò a tutte le autorità (fondi sovrani?!) e alla business community cinesi di investire in Italia'. Cosi' il presidente cinese Hu Jintao si e' rivolto al premier Mario Monti questa mattina nel corso di un colloquio a margine del summit sulla sicurezza nucleare in corso a Seoul. Hu Jintao ha avuto parole di grande apprezzamento per le riforme strutturali in corso in Italia e si e' compiaciuto per il costante aumento dell'interscambio cinese.



2 - MONTI, DA LEADER PRIMI SEGNALI PER MAGGIORI INVESTIMENTI

(ANSA) - Mario Monti traccia un bilancio positivo degli incontri bilaterali avuti con diversi leader stranieri a margine del summit sul nucleare di Seul, sottolineando di aver colto i "primi segni" di possibili maggiori investimenti, ma ribadendo che affinché si concretizzino ci vuole tempo. "Ho notato in tutti gli interlocutori una grande informazione e attenzione per l'evoluzione recente nella politica e nell'economia italiana", ha detto Monti al termine del vertice.
"Ho notato anche - ha proseguito il presidente del Consiglio nella conferenza stampa alla fine del vertice - i primi segni di una considerazione molto positiva sul tema di possibili maggiori investimenti in Italia". Questo tipo di interventi, ha tuttavia aggiunto Monti, "richiedono tempo e un consolidamento dei risultati, ma è stata anche da questo punto di vista una visita molto utile".
Il premier, poco prima, parlando in inglese nell'assenza della traduzione, aveva detto: "con i singoli leader dei Paesi ho indubbiamente sviluppato idee e prospettive per incoraggiare gli investimenti stranieri in Italia". Ad una domanda specifica sulle indiscrezioni trapelate dalla stessa delegazione italiana a proposito della promessa fatta dal presidente cinese di incoraggiare gli investimenti in Italia, Monti ha preferito glissare con una battuta: "certamente non lo ho scoraggiato" ad incoraggiare gli investimenti.


4 - LAVORO: WSJ, MONTI COME THATCHER, RARA OCCASIONE PER ITALIA

(ANSA) - "Monti fa la Thatcher". Si apre così un editoriale del Wall Street Journal sulla determinazione del Premier Mario Monti di portare a termine la riforma del lavoro e dell'articolo 18 in Italia. "Monti la settimana scorsa ha lasciato le trattative con i sindacati e ha annunciato che procederà alla riforma delle famigerate leggi sul lavoro, con o senza il loro consenso. Se a Roma sarà risparmiato il destino recentemente toccato ad Atene, segnatevi questa settimana come il momento della svolta", scrive il quotidiano Usa, sottolineando che il Presidente del Consiglio "ha una opportunità rara per educare gli italiani sulle riforme economiche".


5 - LAVORO: OCSE, BENE RIFORMA MONTI, ACCELERERA' CREAZIONE OCCUPAZIONE

Radiocor - 'Il pacchetto della nuova riforma rappresenta un passo decisivo per affrontare i problemi del mercato del lavoro italiano in maniera coerente'. Lo sottolinea in una nota il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria, 'congratulandosi' con il governo Monti per 'il lancio di una discussione parlamentare ad ampio raggio sul pacchetto di riforme del mercato del lavoro'.
'Le riforme del lavoro - spiega Gurria - andranno a completare altre iniziative, incluse le gia' approvate revisioni del sistema pensionistico e le riforme per la competitivita' e dovrebbero consentire all'Italia di accelerare sulla creazione di posti di lavoro, abbassare la disoccupazione e rafforzare la crescita di lungo periodo'.
La nota dell'organizzazione ricorda che l'Ocse aveva a lungo raccomandato all'Italia di alleggerire le norme sui licenziamenti per i lavoratori a tempo indeterminato rafforzando, al contempo, il sistema di assicurazione contro la disoccupazione.

Cash4Gold - Il più grosso ComproOro degli States

Hei! lo dice pure MC Hammer!


Questa pubblicità è passata anche durante il SuperBowl 2009 ... "vendi il tuo inutile oro! che te ne fai di un cesso d'oro?! ti diamo in cambio dei bei verdoni!!"

Cliccando quì potete visitare il loro sito. Cheddire? Beh, non solo gli italiani sono così scemi/disperati da vendere il loro oro in cambio di pezzi di carta colorati ... La razza dei polli non ha confini!
La cosa bella è che dice (nel 2009) "con l'oro ai massimi di sempre è il momento di vendere il tuo inutile oro a noi!" 

PS l'oro stava sotto i 1000 dollari l'oncia allora, quando era "ai massimi di sempre"... oggi viene scambiato a 1690 ....

lunedì 26 marzo 2012

Just love it when it does like this!



Ben (Bernanke) ne ha detta un'altra oggi, ecco che ne dice ZH (scusate la non traduzione):

The conclusion form Bernanke's speech (link):

To sum up:  A wide range of indicators suggests that the job market has been improving, which is a welcome development indeed.  Still, conditions remain far from normal, as shown, for example, by the high level of long-term unemployment and the fact that jobs and hours worked remain well below pre-crisis peaks, even without adjusting for growth in the labor force.  Moreover, we cannot yet be sure that the recent pace of improvement in the labor market will be sustained.  Notably, an examination of recent deviations from Okun's law suggests that the recent decline in the unemployment rate may reflect, at least in part, a reversal of the unusually large layoffs that occurred during late 2008 and over 2009.  To the extent that this reversal has been completed, further significant improvements in the unemployment rate will likely require a more-rapid expansion of production and demand from consumers and businesses, a process that can be supported by continued accommodative policies.

I also discussed long-term unemployment today, arguing that cyclical rather than structural factors are likely the primary source of its substantial increase during the recession.  If this assessment is correct, then accommodative policies to support the economic recovery will help address this problem as well.  We must watch long-term unemployment especially carefully, however.  Even if the primary cause of high long-term unemployment is insufficient aggregate demand, if progress in reducing unemployment is too slow, the long-term unemployed will see their skills and labor force attachment atrophy further, possibly converting a cyclical problem into a structural one.

If this hypothesis is wrong and structural factors are in fact explaining much of the increase in long-term unemployment, then the scope for countercyclical policies to address this problem will be more limited.  Even if that proves to be the case, however, we should not conclude that nothing can be done.  If structural factors are the predominant explanation for the increase in long-term unemployment, it will become even more important to take the steps needed to ensure that workers are able to obtain the skills needed to meet the demands of our rapidly changing economy. 

Cioè: le cosa vanno malino, che facciamo? QEIII? ...

Vediamo se riesce a salire sopra i 33 e restarci ...


AGGIORNAMENTO di mercoledì 28 a sera:
 

Beh, direi che questo decollo mi ricorda quello dello shuttle nel 1986... mancano solo i due frammenti laterali che se ne vano per i fatti loro...
Pure l'amico Turd mi sa che sta strippando. Ecco una delle sue ultime chart-analisi tecnica:


domenica 25 marzo 2012

Lingotto Metalor da 1 kg d'oro riempito di tungsteno scoperto in UK

Submitted by Tyler Durden on 03/24/2012

L’ultima volta che è apparsa sulle scene una barra riempita di tungsteno è stato un pajo di anni fa (cliccare sul primo iperlink per vedere la foto su un ZH d'annata), e il caso riguardava una barra d’oro da 500 grammi piena di tungsteno scoperta alle fonderie della W.C. Heraeus, il più grosso fabbricatore e raffinatore al mondo. Si parlò allora di una barra che era arrivata alla Heraeus da una banca non meglio precisata. 

Ora è la volta di un report della ABC Bullion dall’Australia che fornisce anche le foto della nuova barra taroccata, a quanto pare sarebbe stata forata e riempita di barrette cilindriche di tungsteno. 

A ‘sto giro il barbatrucco è venuto alla luce non in Germania ma nel Regno Unito, in una città non meglio precisata. La barra è stata intercettata da un negoziante di metalli “usati” ed era accompagnata dal suo bel CoA, il Certificato di Autenticità. 

La ragione per cui sono scattati i sospetti è stato un peso di soli 998 grammi contro i 1000 indicati sulla barra. Dopo averla troncata il trucco è stato evidente e si stima che un 30-40% della barra non sia oro ma tungsteno (il metallo il cui peso specifico, o specific gravity per dirla all’anglosassone, si avvicina più di tutti gli altri al peso specifico dell’oro ).

Su un valore che al momento si aggira sui 40.000 euro, stiamo parlando di una truffa da  13-14.000 euro.

Su ZH si scatenano i lettori su quale sia il modo migliore per determinare i falsi: correnti galvaniche superficiali, metodi di analisi non invasiva con gli ultrasuoni ... ognuno dice la sua... in inglese.


  






















Che vita difficile! Non ci sono neanche più i lingotti di una volta!

Ma che ha fatto Mario Draghi nel 1994 con Morgan Stanley?

Era un po' che volevo parlare di questa storia, che avevo visto per la prima volta su Zero Hedge la settimana scorsa. Poi manca sempre il tempo di tradurre. Ma eccomi servito da ComeDonChisciotte. Lo sapevate che ...

ComeDonChischiotte - Derivati, Monti dica la verità
Postato Domenica, 25 marzo - da ilfattoquotidiano.it – riportato da Davide (Superbonus)
 
Lo Stato Italiano ha pagato a Morgan Stanley lo 0,15 per cento del proprio Pil per chiudere un contratto derivato che era stato sottoscritto nel 1994 dal ministero del Tesoro, quando il direttore generale era Mario Draghi
Di questa esorbitante spesa sappiamo poco o nulla, la risposta del governo all’interrogazione parlamentare presentata dall’Idv chiarisce un po' il quadro agli addetti ai lavori, ma insinua il ragionevole dubbio che i conti dello Stato siano “corretti” da 160 miliardi di contratti derivati.

La composizione complessiva del portafoglio di derivati della Repubblica italiana è uno dei segreti meglio custoditi della storia d’Italia, nessun governo di nessun colore politico ha negli ultimi venti anni comunicato al Parlamento o anche alla sola Commissione bilancio l’esatta esposizione finanziaria del ministero delle Finanze e le perdite o i guadagni relativi.

L’onerosa chiusura del contratto di swap con Morgan Stanley getta un’ombra sulle stesse dichiarazioni del governo in carica secondo il quale “In merito al valore di mercato del ‘portafoglio derivati’ della Repubblica italiana, si precisa che lo stesso è definito come il valore attuale dei flussi futuri scontati al presente e che varia continuamente al variare sia del livello dei tassi di mercato sia della conformazione della curva dei rendimenti. Appare evidente che lo stesso è, quindi, un valore in continuo mutamento, la cui rilevanza per uno Stato sovrano risulta essere limitata”.

La limitata rilevanza per lo Stato sovrano non sarebbe tale se all’interno dei contratti ci fossero clausole che stabiliscono un costo futuro certo che l’Italia si troverà a dover pagare nei prossimi mesi o nei prossimi anni. Spesso i derivati sono stati usati nella contabilità pubblica per aggirare i vincoli di bilancio europei, la Grecia è stato l’esempio più lampante ma i nostri enti locali non sono stati da meno, attraverso complicati contratti sono in molti ad aver posposto l’onere del debito al futuro liberando così risorse finanziarie da spendere nel presente. In sostanza gli enti pubblici occultano un prestito che viene loro erogato dalle banche internazionali e che non è contabilizzato come tale, la restituzione del prestito è scaglionata in un tempo lontano quando il derivato inizia a produrre i suoi effetti e il flusso di cassa relativo non può essere più occultato.

Dati i numerosi casi di questo tipo che coinvolgono Regioni, Province e Comuni italiani è lecito chiedersi se anche la Repubblica Italiana abbia contratto derivati di questo tipo. È inoltre lecito chiedersi se tali derivati non siano stati usati per coprire buchi di bilancio e far quadrare i conti rispetto alle regole imposte dall’Europa . Allo stato delle informazioni in possesso del Parlamento, dell’opinione pubblica e di tutti i cittadini italiani non possiamo sapere quali e quanti oneri saremo costretti a pagare, o stiamo già pagando alle banche internazionali per coprire la cattiva gestione del bilancio pubblico dei governi precedenti.

Il governo attuale sta chiamando tutti noi a sostenere grandi sacrifici in nome di un interesse pubblico superiore, ma la sua reticenza sullo svelare la struttura e la composizione del portafoglio di contratti finanziari della Repubblica italiana ci fa sorgere il dubbio che in realtà la maggior parte delle nostre tasse aggiuntive serviranno solo a coprire i buchi del passato che riemergeranno allo scadere delle clausole inserite dalle banche d’affari e sottoscritte dai governi precedenti. Se già questo non fosse abbastanza grave si aggiunga che il New York Times nel febbraio 2010 ha sostenuto che l’Italia è entrata nell’euro grazie a un massiccio uso di strumenti derivati che le hanno consentito di mascherare il vero deficit che sarebbe stato ben al di sopra di quello stabilito dall’Unione europea.

Il governo Monti dovrebbe sgonfiare sul nascere questa bolla di sospetti, tanto più pericolosa ora che la fiducia è un bene sempre più raro nella finanza internazionale.

Se, come sostiene il Tesoro, i derivati sono solo e tutti di “copertura dal rischio di tasso o dal rischio di cambio” non si vede perché l’opinione pubblica non ne debba conoscere la natura e la composizione. Se di coperture si tratta la speculazione internazionale non potrà beneficiare dell’informazione in quanto, per definizione, a una perdita su da una lato dell’ operazione dovrebbe corrispondere un simmetrico guadagno.

Se così non fosse sarebbero invece guai seri per il professor Monti. E per tutti i suoi predecessori. 



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Domenica 25 marzo 2012

Metà degli introiti dell'aumento dell'IVA deciso da Monti finisce direttamente a pagare Morgan Stanley. I nostri governi di metà anni '90 s'erano messi a giocare in derivati con la mega-banca statunitense per ridurre i costi dell'indebitamento.  (fonte)

Quando Morgan Stanley disse in gennaio di aver tagliato la sua esposizione netta all'Italia di 3,4 miliardi di dollari, non disse agli investitori che il Paese aveva pagato quell'intera cifra alla banca per smontare una scommessa che aveva fatto sui tassi di interesse, più precisamente per smontare dei derivati sui tassi di interesse. 

Queste le parole con cui ha aperto il sito web di Bloomberg, rilanciando come nuova una notizia in realtà già apparsa sulla stampa italiana e internazionale nelle scorse settimane, che a sua volta aveva dato il via a un Atto di sindacato ispettivo al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'Economia da parte del senatore e presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, e a un'interrogazione parlamentare da parte dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca allo stesso Ministro dell'Economia.

Sebbene la cifra, che equivale a oltre 2,5 miliardi di euro, sia di per sé alta, così come in assoluto sembra alta la cifra di 31 miliardi di euro di fair value negativo delle posizioni in derivati che si sostiene siano attualmente in portafoglio al Governo italiano, in fondo si tratta di percentuali modeste su uno stock di debito che ha quasi raggiunto i due mila miliardi e la cui vita media è stata allungata nel tempo sino a quasi sette anni con un'abile gestione da parte della responsabile del Debito Pubblico, Maria Cannata, e della sua squadra.

Gestire in maniera adeguata un debito pubblico così importante richiede quindi anche un adeguato ricorso agli strumenti derivati. Così, secondo le ricostruzioni più accreditate poiché il Tesoro non vuole commentare, sembra che il derivato smontato fosse uno swap sui tassi a scadenza 30 anni, messo in piedi a metà degli anni '90 quando i tassi swap a 30 anni quotavano tra il 4% e il 5% contro il 2,5% di oggi. Allora il Tesoro, che per titoli a scadenza 10 anni pagava anche il 10% all'anno, sceglieva di spalmare quella spesa su un periodo più ampio, anche appunto di 30 anni, entrando in uno swap con delle banche d'affari come Morgan Stanley alle quali pagava il tasso swap a 30 anni per i successivi 30 anni.

Considerato che aumentare la vita media del debito ha un costo, il Tesoro nel tempo è ricorso anche alle cosiddette swaptions, cioè a opzioni sui tassi swap. In particolare, precisa Bloomberg, il Tesoro italiano ha venduto opzioni sui tassi incassando il relativo premio, con il quale è andata a pagare il servizio del debito. Ma, per definizione, chi vende opzioni si mette in una posizione più rischiosa di chi compra, perchè il venditore dell'opzione è obbligato a fare quello che gli chiede l'acquirente dell'opzione quando decide di esercitarla. Così, il venditore dell'opzione può soffrire danni significativi se il mercato si comporta diversamente da quanto previsto.

In ogni caso smontare il derivato in questione ha portato a Morgan Stanley un incasso di 3,4 miliardi di dollari, che si sono tradotti in 600 milioni di dollari di utili per il settore fixed income nel quarto trimestre 2011. Quanto al Tesoro italiano, non è chiaro se contestualmente abbia montato poi con un'altra controparte un derivato simile a condizioni diverse, in modo tale da andare a compensare almeno in parte l'esborso dei 2,5 miliardi di euro.

Contattata da milanofinanza.it, BancaImi smentisce di essere entrata in alcun modo nell'operazione. Il nome della banca d'affari di IntesaSanpaolo era stato indicato sul mercato come quello dell'istituto di credito che era subentrato a Morgan Stanley nella posizione sul derivato. (
fonte)

sabato 24 marzo 2012

Seagreaves: La passione di Bunker Hunt per l'Argento

By J.D. Seagreaves

La commedia Hollywoodiana del 1983, Trading Places (Una poltrona per due) ha offerto ai profani una prima possibilità di gettare uno sguardo sul frenetico mondo del trading delle materie prime. Il film presenta una coppia di imperiosi fratelli miliardari, i Duke, che cercano di aumentare illegalmente le loro fortune manipolando il prezzo del succo d'arancia nel mercato dei futures.

I protagonisti, interpretati da Dan Akroyd ed Eddie Murphy, sventano il piano dei fratelli Duke e li lasciano caduti in disgrazia e senza un soldo. Ma anche se il film era un lavoro di finzione, i fratelli Duke erano ispirati da una coppia di fratelli presa dalla vita vera, Bunker e Herbert Hunt, e la loro storia è persino più strana della finzione.


H.L. Hunt and Heirs

La storia dei fratelli Hunt inizia con loro padre, H.L. Hunt, che quando morì, nel 1974, era l’uomo più ricco d’america. Ma a differenza dell’affinità con i metalli preziosi che hanno avuto i suoi figli, H.L. Hunt non era nato “col cucchiajo d’argento in bocca”. Al contrario H.L. se andò di casa a sedici anni e lavorò come lavapiatti, taglialegna, contadino, muratore prima di trovare la sua vera vocazione: il poker.

A trentasei anni col poker H.L. Hunt ci aveva fatto una piccola fortuna, che rigirò a qual punto nel suo primo investimento, il real estate in Florida. Dopo aver tratto profitto da qual boom Hunt raccolse tutti i proventi e cominciò a fare dei trivellamenti in cerca di petrolio. E fu così che diventò l’uomo più ricco del mondo, prendendosi rischi sempre più grossi e audaci e riuscendo ad uscire sempre nel momento migliore. E non solo nella sua vita d’affari fu così “brillante” ma anche nella sua vita privata.  H.L. aveva una moglie in Texas e un’altra in Florida, contemporaneamente, e due famiglie separate in ognuno dei due stati. Quando morì la prima moglie se prese una terza con la quale aveva già avuto quattro figli. Alla fine ebbe 15 fra figli e figlie… molti dei quali a loro volta divennero dei mogul. Fra tutti quanti chi si distinse in particolare furono Bunker e Herbert. 


From Failure to Extreme Wealth

Nelson Bunker Hunt (detto semplicemente “Bunker”) era nato nel 1926 dalla prima moglie di H.L., Lyda. Il loro primo figlio, Hassie, aveva dei problemi mentali che alla fine lo portarono ad essere lobotomizzato, ma prima che ciò accadesse era comunque riuscito a mettersi in affari per i fatti suoi e ammassare una considerabile fortuna prima del suo 25esimo compleanno.

Dopo che Hassie fu lobotomizzato, Bunker sembrava essere l’erede della fortuna di suo padre. Possedeva personalmente e dirigeva insieme ai sui fratelli William Herbert (anche lui chiamato familiarmente col solo secondo nome) e Lamar, la Penrod Drilling Company, una compagnia di perforazioni, e la Placid Oil Company insieme ad altri sei fra fratelli, fratellastri e sorellastre.
Ma la notorietà pubblica di Bunker, e la maggior parte della sua ricchezza, sarebbe venuta attraverso i sui particolari affari.
Inizialmente la venture di Bunker non furono molto di successo. Perse 11 milioni di dollari scavando buchi asciutti in Pakistan e dopo aver preso in concessione due aree in Libia fu costretto a vendere una mezza per bisogni di cash-flow. Poi la fortuna girò e nella concessione libica rimasta fu scoperto il più grosso giacimento di tutta l’Africa e per il 1961 Bunker aveva sorpassato suo padre ed era diventato l’uomo più ricco del mondo (escludendo i monarchi e i despoti).


Bunker’s Attraction to Silver

In quello che è considerato uno degli atti più draconiani della storia del governo degli Stati Uniti il presidente Franklin Delano Roosevelt firmò l’ Executive Order 6102, “The Gold Confiscation Act,” il 5 aprile del 1933. Nei successivi quarantun anni (quindi sino al 1974, NdEr) fu considerato illegale, per un cittadino USA, accumulare oro. Essendo l’oro, il più tradizionale dei modi di immagazzinare ricchezza, fuori questione, Bunker Hunt decise di conservare i suoi profitti in argento.

I primi anni ’10 furono un periodo veramente prospero per Bunker. I suoi pozzi in Libia producevano petrolio per 30 milioni di dollari l’anni, anche se il prezzo del petrolio allora era di solo 3 dollari al barile. Ma nonostante questo Bunker non era contento di quello che vedeva succedere nel paesaggio dell’economia globale. Anni di Keinesianismo post New Deal avevano cominciato a colpire gli States e l’inflazione guadagnava forza (Nixon aveva chiuso “la finestra dell’oro” a ferragosto del 1971… ma quindi nel Gold Standard post grande depressione il dollaro aveva un tasso fisso di conversione con l’oro… ma nessuno poteva davvero andare alla Fed e riscuoterlo?! Dubbi di Er). La guerra in Vietnam era impopolare e la gente faceva rivolta per le strade. La fiducia nel governo federale era ai minimi di sempre (Assassinio di Kennedy, WaterGate, ’68 e controcultura californiana, Jimi Hendrix, Doors, Jefferson Airplane, Stooges ... NdEr) e il medio oriente, dove Bunker aveva gran parte della sua ricchezza, sembrava poter esplodere da un momento all’altro.

L’argento stava a 1 dollaro e mezzo l’oncia quando Bunker e suo fratello Herbert cominciarono a comprarlo nel 1970. Nei successivi tre anni i fratelli ne avevano comprato per 200.000 once e e nel frattempo il prezzo era salito, raddoppiando, sino a 3 $/oz.

Nel 1973 il colonnello Moammar al-Qaddafi nazionalizzo i campi petroliferi di Bunker e chiese una royalty del 51% per continuare ad estrarre. Come potete immaginare Bunker era furioso. Se la prese con Dipartimento di Stato USA per non aver protetto la sua proprietà ed era anche arrabbiato con la maggior parte delle compagnie petrolifere statunitensi per non aver preso una posizione più forte contro Qaddafi (Gheddafi, come diciamo noi. NdEr).

Dava la colpa ai suoi rivali di sempre, i Rockefellers, che considerava dei mezzi socialisti, per aver perso i suoi campi di petrolio in Lybia e Bunker era anche convinto che gli Stati Uniti fossero sulla strada della schiavitù. Come protezione contro quello che gli sembrava inevitabile Bunker accelerò coi suoi acquisti di argento.


Silver Mania: 1974 to 1980

Per il 1974 Bunker e Herbert avevano accumulato contratti futures per circa 55 milioni di once d’argento, circa l’8% di tutta l’offerta mondiale di quell’anno. Ma invece di vendere i contratti e raccogliere il profitto, come fanno la maggior parte dei traders, i fratelli Hunt avevano tutte le intenzioni di pretendere la consegna fisica del loro argento, e non avevano nemmeno intenzione di tenerlo negli Stati Uniti.

Gli Hunt erano dei conservatori, membri della John Birch Society, e credevano che fosse in arrivo un’altra confisca e visto che la Fed già si era presa l’oro una quarantina di anni prima l’argento sembrava il prossimo. Così Bunker e Herbert presero in affitto tre jet 707 e dal Texas volarono a Chicago e New York – nel pieno della notte – e li caricarono di quaranta milioni di once d’argento per portarli in un deposito blindato in Svizzera. Le restanti 15 milioni di once restavano negli States. (da un'altra delle tante versioni della storia che si trovano su internet:  "The Circle K cowboys flew on 3 specially chartered 707 jets to Chicago and New York where they were met by a convoy of armored trucks during the middle of the night. Forty million oz of silver was loaded onto the planes and they immediately flew to Zurich where they were met by another convoy of armored trucks. The cowboys loaded the trucks and silver was dispersed to six different storage locations in Switzerland. The transfer cost Bunker and Herbert $200,000" - RapidTrends).

Per la primavera l’argento aveva raddoppiato ancora di prezzo sino a 6 dollari l’oncia. Cominciarono a girare voci che dicevano che i fratelli volevano mettere il mercato in un angolo, e in questo modo avrebbero spinto ancora più in alto il prezzo.
Gli Hunt si incontrarono con lo Scià di Persia e col Re dell’Arabia Saudita e anche se lo Scià li snobbò e il Re fu invece assassinato da li a poco, furono in grado di iniziare a collaborare con uno sheicco saudita che si pensava fosse un rappresentante della famiglia reale saudita. Per il 1976 i fratelli avevano accumulato altri 20 milioni di once d’argento e per il 1979 il prezzo era arrivato a 8 dollari l’oncia.

A quel punto si era venuta a creare davvero una carenza dal lato dell’offerta. Furono comprate più di 43 milioni di once attraverso il COMEX e il CBOT, con la consegna fisica prevista per l’autunno seguente. Quest’altra mossa fece raddoppiare ancora il prezzo, questa volta si passò dagli 8 ai 16 dollari l’oncia in solo due mesi. Sia il COMEX che il CBOT provarono a mettere in piedi delle restrizioni sul possesso fisico dell’argento ma gli Hunt ne compravano ancora e ancora e in breve il prezzo era arrivato a 34,45 $ l’oncia!


Il prezzo continuò a salire ancora. Il 17 gennajo 1980 arrivò a 50 dollari l’oncia. In quel momento gli Hunt possedevano 4,5 miliardi di dollari in argento, di cui 3,5 miliardi di soli guadagni su un investimento di circa 1 miliardo.
Le varie limitazioni e i vari cambi di regole che vennero imposti nei mercati delle commodities nen avevano avuto altro effetto che fare salire ancora il prezzo dell’argento, sino a quando, alla fine, il COMEX arrivò ad annunciare che sospendeva il trading sull’argento e che conseguentemente avrebbe accettato solo ordini di liquidazione.

Cosa ancora più significativa si era appena insediato come Chairman of the Federal Reserve, Poul Volker e Volker era determinato a tenere sotto controllo la corsa dell’inflazione. Il Chairman fece salire in un colpo solo i tassi di interesse, facendo una doccia fredda all’eccesso di liquidità che aveva aiutato il boom del prezzo dell’argento. Il prezzo dell’oncia cominciò a cadere sino ai 39 dollari e, per il 14 marzo, era arrivato a 21 dollari l’oncia.

Nonostante tutto gli Hunt potevano ancora contare di aver fatto milioni, se solo avessero avuto una exit strategy. Ma quando il prezzo arrivò sui 21 i fratelli avevano ancora dei contratti future che li obbligavano a comprare a prezzi più alti, sin sui 50 dollari di gennaio.
Il 25 marzo 1980 gli Hunt non poterono soddisfare il margin call di 135 milioni di dollari che ricevettero, e Bunker telefonò a suo fratello Herbert dicendo solo “Shut it down”. “Chiudi tutto”.


Is Silver Manipulation Happening Again?

L’argento chiuse a 21,62 $/oz quel mercoledì 26 marzo 1980. E il giorno dopo, l’infausto “Giovedì dell’argento” si assistette al declino del prezzo dell’argento di più del 50%, con una chiusura a 10,80 $/oz. Gli Hunt (nella foto a sinistra eccoli al processo) avevano asset per 1 miliardo e mezzo ma liabilities per 2 miliardi e mezzo, il che li rendeva ora i più grossi debitori della storia della finanza (escludendo i governi, ovviamente!).
Alla fine furono costretti ad essere salvati dai loro stessi nemici principali, il sistema bancario di New York, che gli prestò 1 miliardo e 100.000 dollari per rispondere ai loro debiti.

Nel 1988 Nelson Bunker Hunt fu iscritto a bancarotta personale e fu condannato per aver illegalmente tentato di “mettere in un angolo” (to corner) il mercato dell’argento.
Non temete, non c’è da piangere per lui, i trust che suo padre aveva messo in piedi per lui sono valutati al momento 200 milioni di dollari. Bunker uscì dalla bancarotta nel 1989 impegnandosi a pagare 90 milioni di dollari all’IRS (l’Agenzia delle Entrate USA) entro il 2006. E da anni è famoso nel campo delle corse di cavalli essendo un allevatore e facendo correre i suoi purosangue, attività che gli è valsa molti premi.

Anche su Zero Hedge ne hanno parlato di recente, postanto, insime ad interessanti approfondimenti su Bunker Hunt e sulla storia più recente (leggi Warren Buffett) anche questo video dell'epoca:


giovedì 22 marzo 2012

Anche Kettner ha esaurito le quote di metalli ivati verso Italia per il 2012!

Ecco, la ferale notizia che doveva arrivare... ed è arrivata:



Una riga si è materializzata sopra la parola Italien !  Proprio adesso che il gioco si faceva interessante, con l'argento sotto i 24 euro l'oncia di prezzo spot! Non abbiamo aspettato eh? beh, forse abbiamo fatto bene così.

Resta sempre la sezione oro con cui consolarsi, visto che non essendo soggetto ad IVA non subisce le restrizioni che subisce l'argento (e, immagino, anche il palladio e il platino) ....


Grazie Dominik & Jurgen per il servizio di eccellente livello che ci avete reso! e ... all'anno prossimo per i maniaci del metallo bianco (3 gennajo coi soldi pronti immangino) !

PS Se avete amici o parenti in uno dei paesi non ancora "depennati" dalla lista credo che potrete comunque sempre comprare da loro se fate spedire all'amico/parente ....


AGGIORNAMENTO

Su RC "test" ci informa che Dominik Kettner, il figlio di Jurgen, starebbe mettendo in piedi un altro sito che darà la possibilità di comprare argento agli italiani per ancora più di 100.000 euro nel 2012 e che, se capisco bene, è ancora possibile o sarà a breve possibile procedere all'acquisto via e-mail (in attesa che il secondo sito sia ultimato) scrivendo a

Dominik@kettner-edelmetalle.de

The article at agentifisico is correct but this is only correct for Kettner-Edelmetalle.de .
My company -> Gold-Silber-Grosshandel has at the moment 100.000 € more open for 2012.

The website is growing at the moment and not available in the internet.

We are waiting for our programmers. It’ also possible to order via email at Dominik@kettner-edelmetalle.de after the people asked how the progress is.

Best regards and I hope you have this was the answer you wanted to hear.

Dominik Kettner

mercoledì 21 marzo 2012

Ron Paul mostra a Ben Bernanke un'oncia d'argento e gli dice che i soldi dovrebbero essere fatti così


Hulbert Moolman gioca (ma neanche tanto) con le chart di oro, argento e S&P 500

Hubert Moolman vede una somiglianza da pre-esplosione fra l'argento di oggi e l'oro nel 2008, quando raggiunse il suo all time high del 1980 e ripiego a disegnare una flag, una banderuola che secondo Hubert somiglia molto a quella che sta disegnando l'argento da quando ha ripreso il suo all time high del 1980 un annetto fa...


Ma come parla? Secondo me è russo ...

Le oncie, mezzi e quarti di argento puro "Arca di Noè"

Beh, il momento sembra propizio agli acquisti... forse ancora una puntatina veloce sotto i 30?! o è il caso di non aspettare? chi lo sa! intanto un consiglio per gli acquisti. Trovo interessante i prezzi di questa moneta e il fatto che è bella e il messaggio di buon auspicio. Personalmente apprezzo anche il fatto che non c'è la solita faccia del potente di turno (QEII o aquila imperiale). Non sottovaluterei anche le pezzature da mezza oncia e quarto d'oncia, adatte per chi volesse avere più pezzi piccoli invece di pezzoni da 1 kilo e simili ....

By Levon A. Saryan - August 17, 2011

Il 4 luglio (2011) la firm del marketing delle monete CoinInvestDirect  ha annunciato l’immissione nel mercato di una nuova tipologia di oncia d’argento puro, commemorativa dell’arca di Noè e del monte Ararat, coniata sotto i sigilli della Repubblica di Armenia.


Il design attraente della moneta presenta l’arca di Noè che naviga sulle acque con sullo sfondo le due cime gemelle del monte Ararat e una colomba che porta il ramoscello d’ulivo (siamo a pasqua noh?). Il riferimento è ovviamente al diluvio universale che colpì il mondo secondo quanto scritto nel Libro della Genesi (capitoli 7 e 8) e non solo. Sul rovescio l’immagine dello stemma araldico dell’Armenia (per chi non lo sapesse… è Europa!)

La moneta ha un valore nominale di 500 dram (ad oggi equivalenti a circa 1 euro) ed è datata 2011 (adesso ci sono pure le nuove con data 2012). Ogni moneta contiene 1 oncia Troy (31,103 grammi) di argento 999 (sostanzialmente puro) e misura 38,6 mm di diametro.

Secondo le dichiarazioni rese alla stampa da coininvestdirect.com, la moneta Arca di Noè è prodotta da una zecca privata tedesca. Sol rovescio la moneta reca infatti il marchio LEV della Leipziger Edelmetall Verarbeitung (industria di metalli preziosi di Lipsia). 

La LEV e CoinInvestDirect certificano che il metallo usato dalla zecca ha raggiunto gli standard stability dalla LBMA (London Bullion Market Association).


La nuova moneta è disponibile in grosse quantità, dalle 20 sino alle 500 monete (monsterbox). Gli ordini da 500 monete saranno consegnati in una bella e robusta scatola di legno. Secondo la CoinInvestDirect, altre tipologie e pesi della moneta saranno prodotti a breve (già ci sono da un po’ ad oggi). Le monete da ¼ e ½ oncia saranno disponibili dalla fine del 2011 e le monete più pesanti, da 5 e 10 once e da 1 kg e da 5 kg saranno prodotte per l’inizio del 2012.

A differenza di altre monete a conio limitato che sono state coniate coi sigilli armeni sin dalla sua dichiarazione di indipendenza nel 1991, la Arca di Noè sarà prodotta come oggetto da investimento bullion. In questo modo l’intenzione è di entrare in competizione con il Silver Eagle Statunitense, il Maple Leaf Canadese, il Philharmoniker Austriaco e altre monete da investimento bullion mondiali.

La banca centrale armena ha l’autorità esclusiva di autorizzare il conio per conto del governo armeno. Le moderne monete armene sono coniate principalmente da zecche affiliate coi governi europei, secondo contratto con la banca centrale. All’interno dell’Armenia i nuovi coni sono tipicamente disponibili per la vendita al salone numismatico e ai quartier generale della banca centrale a Yerevan. A differenza del normale invece le Arca di Noè saranno disponibili solo attraverso distributori europei. Ho contattato un collezionista in Armenia e mi ha riferito che questo tipo di moneta non sarà in vendita nel suo paese “perché sono monete da investimento e non esiste un meccanismo per comprare e rivendere dalla banca centrale armena”.

A differenza delle usuali monete da collezionismo armene questa tipologia non sarà corredata di un COA (Certificate of Autenticity)

Dr. Saryan has been researching Armenian coins for more than 30 years.



Il sito Wikia da la Noah's Ark come prodotta dalla Geiger Edelmetalle GmbH e da dei numeri sulle quantità coniate (up to sta per "sino a", quindi non è detto che ne siano, per esempio, state coniate davvero 8 milioni della versione da 1 oncia)

Noah's Ark coins 

Value                 
Mass      
Diameter       
Mintage                  
Introduced

100 dram
¼ oz
20.18 mm
up to 2,000,000
2011

200 dram
½ oz
27.66 mm
up to 2,000,000
2011

500 dram
1 oz
38.50 mm
up to 8,000,000
2011

1000 dram
5 oz
60.15 mm
up to 500,000
2012

5000 dram
10 oz
75.50 mm
up to 500,000
2012

10,000 dram
1 kg
100,00 mm
up to 500,000
2012

20,000 dram
5 kg
149.62 mm
up to 500,000
 2012